Ligue 1, Talenti, Tornei giovanili

Al via la Fase Elite dell’Euro U17 2013: focus su Kingsley Coman

Lo scorso dicembre vi avevamo presentato Neal Maupay, e con lui l’elenco dei calciatori ancora minorenni che hanno fatto la loro prima apparizione in Ligue 1 nel campionato in corso: sono passati appena tre mesi ed è già tempo di aggiornare le statistiche, poichè in una stagione particolarmente generosa da questo punto di vista – è l’altra faccia della medaglia della crisi economica del calcio francese, che costringe i club a dare fiducia ai suoi giovani prima del tempo – altri ragazzi appena sedicenni o diciassettenni si sono affacciati alla ribalta della massima serie, da Corentin Jean e Divock Origi, entrambi nati nel 1995 ed entrambi già andati a segno, ad Anthony Martial, anche lui classe 1995 e grande speranza del Lyon e della Francia U18; l’ultimo in ordine di tempo a fare il suo esordio è stato Kingsley Coman, funambolo d’attacco, addirittura il terzo ragazzo classe 1996 a debuttare quest’anno dopo i nizzardi Rafetraniania e Maupay: e non è soltanto, insieme allo stesso Maupay, il fiore all’occhiello della generazione 1996 francese che nella Fase Elite dell’Europeo U17 che inizia oggi si appresta ad affrontare Spagna, Belgio e i padroni di casa della Croazia in un girone di fuoco, ma probabilmente anche uno dei 1996 in assoluto più promettenti del panorama europeo attuale.

ritrattoNome: Kingsley Coman

Ruolo: Esterno offensivo/Trequartista

Data di nascita: 13 giugno 1996

Luogo di nascita: Paris, France

Nazionalità: Francese

Altezza e peso: 1,78 per 71 kg

Piede preferito: Destro

Club di appartenenza: Paris Saint-Germain (Arrivo al club: 2005)

Club precedenti: Moissy-Cramayel (2002-2005)

Debutto professionistico: 17 febbraio 2013 (Sochaux-PSG 3-2, Ligue 1)

Carriera in nazionale: Francia U16 (9 presenze), attualmente in Francia U17 (5 presenze, 1 gol)

[ N.B.: Dati aggiornati al 21 marzo 2013 ]

NELLA STORIA DEL PARIS SAINT-GERMAIN – Proprio come il compagno di nazionale Maupay, al momento del debutto in Ligue 1 Coman era noto già da diversi anni agli appassionati di calcio giovanile transalpino, baciato da un talento fuori dal comune che l’aveva posto sotto i riflettori fin dai primissimi passi. Dopo gli inizi nel 2002 con il Moissy-Cramayel – piccolo club dell’Île de France dove hanno cominciato a giocare tra gli altri anche Barrada e Kondogbia – è il padre Christian, grande tifoso del Paris Saint-Germain, a portarlo tre anni più tardi al suo club del cuore, con i cui colori Kingsley sta dunque disputando l’ottava stagione di fila: otto anni vissuti bruciando le tappe, regolarmente aggregato ai più grandi, facendosi notare per la prima volta a livello internazionale già nella squadra U13, al torneo di Arousa (Spagna) del 2007 – il medesimo in cui ha iniziato a brillare la stella di un’altra promessa parigina come Ongenda – e poi incantando tutti gli osservatori anche nella squadra U15 al fianco di Moussa Dembelé, oggi centravanti dell’Academy del Fulham, in una coppia straordinariamente efficace e complementare di cui vi avevamo parlato per la prima volta due anni fa in questo servizio; nel settembre 2011, dopo il passaggio agli U17, riceve la prima convocazione nella nazionale francese U16 diventando ben presto un elemento chiave del gruppo di Gonfalone, quello stesso gruppo che oggi è pronto a giocarsi l’accesso alla fase finale dell’Europeo U17. Il suo 2012 è eccezionale e gli vale l’assegnazione del Titi d’Or, riconoscimento attribuito ogni anno all’elemento del centro di formazione del PSG che maggiormente si è distinto: inizia con il trionfo da protagonista nell’Al Kass Cup, nota competizione internazionale U18 per club, prosegue con il premio di miglior giocatore al torneo di Montaigu disputato con la nazionale ad aprile, poi in autunno trascina la Francia U17 alla qualificazione alla Fase Elite, segnando tra l’altro un gol decisivo alla Bosnia; e in campionato inizia la stagione 2012-13 nuovamente con gli U17 ma ben presto, benchè abbia da poco compiuto sedici anni, viene aggregato agli U19 di David Bechkoura, con i quali ha l’opportunità di partecipare alla NextGen Series e di dare un altro saggio delle sue doti in una vetrina prestigiosa: la competizione per il PSG si chiuderà agli ottavi di finale contro il Tottenham, con Coman che sarà il più giovane dei ventidue in campo ed in assoluto uno dei migliori, ma sbaglierà il suo rigore nella lotteria finale dal dischetto che deciderà la sfida. Chiamato da Ancelotti ad allenarsi con la prima squadra già in qualche occasione sul finire del 2012, viene inserito nella nuova lista della Champions League presentata a fine gennaio e convocato per la prima volta dal tecnico italiano in occasione della trasferta di campionato di Sochaux del 17 febbraio, facendo a sorpresa il suo ingresso in campo all’87’ e sfiorando anche il gol al primo pallone toccato: entra così nella storia del PSG diventando, a 16 anni, 8 mesi e 4 giorni, il più giovane calciatore a vestire la maglia del club della capitale, scavalcando Domi (16 anni, 8 mesi e 22 giorni) e Anelka (16 anni, 10 mesi e 24 giorni).

Coman in possesso di palla nel giorno dell'esordio in Ligue 1 contro il Sochaux

Coman in possesso di palla nel giorno dell’esordio in Ligue 1 contro il Sochaux

LA STOFFA DEL FUORICLASSE – Il 2013 è dunque iniziato per lui alla stessa velocità vertiginosa degli anni precedenti e sulla carta “King”, così come è soprannominato, ha tutto ciò che serve per continuare la sua rapida ascesa: dotato di qualità tecniche fuori dal comune, di un eccellente controllo di palla sia da fermo che in velocità e di un dribbling fulminante, di rapidità, forza di gambe e di una straordinaria esplosività che gli consente una grande capacità di accellerazione nei primi metri, in aggiunta a creatività e visione di gioco, Coman appare davvero completo e a tratti sfoggia colpi ed intuizioni da potenziale fuoriclasse. Destro ma abile anche con il sinistro, sulla trequarti è in grado di esprimersi indifferentemente sia partendo da una delle due fasce – alla NextGen Series l’abbiamo visto prevalentemente su quella sinistra – che da posizione centrale come generalmente avviene in nazionale: secondo il suo commissario tecnico Gonfalone è muovendosi da “nove e mezzo” in appoggio ad una punta che il ragazzo può far valere al meglio le sue doti; nelle giovanili ha occasionalmente giocato anche da interno di centrocampo, tuttavia è difficilmente ipotizzabile rivederlo in quel ruolo tra i professionisti. Dal punto di vista fisico ha ulteriori margini di miglioramento ma è un giocatore già maturo, come si evince tra l’altro dal fatto che alla NextGen Series si sia dimostrato in grado di fare la differenza anche contro avversari in buona parte nati nel 1993 e 1994. Ciò che in lui ha colpito fin dall’inizio è però soprattutto una maturità di gioco rara a quest’età in un elemento così dotato tecnicamente, quando nei settori giovanili è molto più comune vedere ragazzi talentuosi alla continua ricerca dell’exploit personale: Coman si mostra infatti capace di far giocare gli altri e di dialogare intelligentemente con i compagni, ed inoltre offre un notevole volume di gioco ed un grande contributo alla fase difensiva, con grinta, pressing, capacità di recuperare il pallone. È interessante evidenziare come non segni molto in rapporto alle sue potenzialità e al pericoloso tiro dalla media distanza di cui è dotato, e forse dovrebbe tentare più spesso la conclusione: per il momento segna pochi gol ma tutti di pregevole fattura e si distingue in particolar modo per il numero e la qualità degli assist serviti ai compagni, sia in movimento che sui calci piazzati, specialità in cui eccelle. Pur non essendo tendenzialmente un giocatore egoista, a volte si fida troppo delle sue qualità tecniche e si intestardisce nel cercare la soluzione difficile: è quando invece riesce a semplificare al massimo il suo gioco che diventa davvero destabilizzante, con la sua velocità, la sua mobilità, la sua fantasia e la capacità di usare entrambi i piedi che lo rendono imprevedibile  e preziosissimo per accellerare la manovra e saltare le linee avversarie. Descritto come un ragazzo senza troppi grilli per la testa e con un ambiente familiare sano alle spalle, oltre all’innato talento Coman sembra complessivamente avere la sufficiente miscela di maturità fisica, tattica e mentale per affrontare il calcio professionistico, e sono in molti gli addetti ai lavori a ritenere che in un contesto diverso da quello del PSG già in questa stagione avrebbe avuto l’opportunità di giocare in prima squadra con una certa regolarità, proprio come accaduto a Maupay.

In azione con la maglia della Francia

Coman in azione con la maglia della Francia

IL FUTURO, UN PUNTO INTERROGATIVO – È noto come il presidente Nasser Al Khelaifi, rispondendo a coloro che hanno espresso la propria preoccupazione di fronte all’eventualità di un PSG sempre più esterofilo che abbandoni il suo fiorente vivaio a se stesso, abbia dichiarato in un’intervista che la volontà della dirigenza è piuttosto quella di trovare il nuovo Messi nel territorio dell’Île de France e di farlo crescere in casa. E se il fatto che ben tre ragazzi formati a Camp des Loges hanno festeggiato quest’anno l’esordio in prima squadra non ancora maggiorenni – a Rabiot e Coman va aggiunto Ongenda che ha debuttato in Coupe de France – può sembrare a prima vista un segnale estremamente incoraggiante in tal senso, ad una lettura più attenta ci si rende tuttavia conto che può semmai rassicurare sulla qualità del centro di formazione del PSG, davvero di ottimo livello, e sulla capacità del florido bacino dell’Île de France di assicurare in continuazione nuovi talenti, non certo sulle effettive possibilità dei prodotti del vivaio di ritagliarsi un ruolo che non sia marginale nella rosa del club della capitale; l’urgenza del PSG di vincere subito non si sposa con i fisiologici tempi di crescita dei suoi ragazzi, e così Rabiot ha preferito optare per il prestito a Toulouse per trovare un po’ di spazio, ed anche l’apparizione di Coman contro il Sochaux si è rivelata un episodio isolato, dando ad alcuni l’impressione di essere soprattutto una mossa diplomatica volta a rassicurare il giocatore e chi lo rappresenta, in un momento in cui le attenzioni nei suoi confronti da parte della concorrenza si stanno facendo sempre più insistenti: ai due club di Manchester e all’Arsenal, che hanno regolarmente inviato i loro osservatori a seguirlo, si è infatti recentemente aggiunta anche la Juventus, alla quale tra l’altro il ragazzo ha segnato uno splendido gol nell’incontro della NextGen Series dello scorso 19 dicembre. È chiaro che nell’ottica del PSG non c’è alcun interesse a perderlo, anche solo per una mera questione di credibilità, visto che sarebbe arduo credere che ci si vuole costruire i giocatori in casa se poi anche quelli oggettivamente dotati di talento di gran lunga superiore alla media vengono lasciati andar via a cuor leggero; però bisogna anche considerare la questione dal punto di vista del ragazzo, al momento legato al suo club formatore solo da un contratto “aspirant” valido fino al 2014, e vedere se avrà voglia e pazienza di aspettare il suo turno e di correre il rischio di vivere i prossimi anni ai margini: la partita sul suo futuro è dunque ancora tutta da giocare.

Video: il gol contro la Juventus alla NextGen Series (dic 2012)

Video: il gol contro il Barcellona all’Al Kass Cup 2012

Video: Coman contro il Boca Juniors (semifinale Al Kass Cup 2013)

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Discussione

3 pensieri su “Al via la Fase Elite dell’Euro U17 2013: focus su Kingsley Coman

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    Pubblicato da best mortgage companies | 3 maggio 2013, 05:15

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