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Ligue 1 2013-14: presentazione delle venti squadre al via

falcao

AC Ajaccio

Non si può certo dire che gli ultimi due anni siano stati caratterizzati da una grande stabilità tecnica ad Ajaccio: infatti, dopo l’abbandono di Olivier Pantaloni – il tecnico che era stato artefice della promozione in Ligue 1 e della prima miracolosa salvezza – al termine del campionato 2011-12, nella stagione successiva sulla panchina del club corso si sono avvicendati due diversi allenatori, prima Alex Dupont e poi Albert Emon; ma anche quest’ultimo, a salvezza conseguita, ha preferito salutare, per mancanza di sintonia con parte della dirigenza. Così il presidente Alain Orsoni ha pensato a Fabrizio Ravanelli, già sul punto di sbarcare su una panchina francese la scorsa estate, quando era stato uno dei candidati a guidare l’Olympique Marseille del dopo Deschamps, prima che Labrune scegliesse Baup: l’italiano, che si appresta così ad iniziare la sua prima avventura da allenatore professionista dopo l’esperienza nel settore giovanile bianconero, ha promesso di inculcare alla squadra una mentalità d’acciaio. Ravanelli si porta dietro uno staff tecnico tutto italiano, nel quale spicca l’ex preparatore atletico della Juventus Giampiero Ventrone, la cui celebre preparazione ad altissima intensità fisica è già stata definita “la più dura mai sperimentata in carriera” da diversi giocatori dell’Ajaccio. Sul fronte mercato ci si è concentrati in particolar modo sul reparto arretrato, senza spendere praticamente nulla: sono arrivati il nazionale venezuelano Grenddy Perozo (1986), candidato a far coppia al centro della difesa con Zubar, due elementi navigati come Hengbart (1980), ex Auxerre e Caen, in grado di giocare sia da centrale che da esterno, e Bonnart (1979), un passato con Monaco, OM e Lille e probabile nuovo titolare sulla fascia sinistra; e qualche scommessa come Denis Tonucci (1988), ex nazionale italiano a livello U18, U19 e U20, Claude Dielna (1987), centrale di proprietà dell’Olympiakos protagonista di alcune buone stagioni in Ligue 2, ed il giovanissimo terzino sinistro rumeno Stefan Popescu (1993). In attacco si registra il gradito ritorno del brasiliano Eduardo (1980), mentre la faccia nuova di maggior spicco è senza dubbio a centrocampo, con l’arrivo da Lille del regista Benoît Pedretti (1980), che ha capito che con Girard non sarebbe stato titolare e ha preferito raccogliere questa nuova sfida. Le stelle della squadra biancorossa restano però Guillermo Ochoa e Adrian Mutu: il primo, che al momento del suo sbarco in Corsica due anni orsono aveva dichiarato di considerare Ajaccio solo un trampolino di lancio verso un grande club europeo, è poi rimasto conquistato dall’isola e dalla sua gente e ha messo radici, rivestendo un ruolo decisivo nelle due salvezze consecutive dell’ACA con le sue parate; il secondo, arrivato dodici mesi fa circondato da grandi aspettative, finora ha invece mostrato la sua classe solo a sprazzi ed è sicuramente chiamato a dare di più nel suo secondo campionato in Francia. L’obiettivo di un Ajaccio sulla carta rafforzato da una buona iniezione d’esperienza – e che sul mercato potrebbe prendere ancora un attaccante – è quello di far meglio delle due stagioni precedenti, concluse rispettivamente al sedicesimo e al diciassettesimo posto, conquistando una salvezza meno sofferta.

Arrivi

  • B. PEDRETTI (LOSC Lille)
  • D. TONUCCI (AC Cesena, ITA)
  • HENGBART (AJ Auxerre)
  • EDUARDO
  • DIELNA (Olympiacos FC, GRE) (p.)
  • G. PEROZO (Boyacá Chicó FC, COL)
  • L. BONNART (LOSC Lille)
  • A. SCRIBE (US Corte)

Partenze

  • F. SAMMARITANO (AJ Auxerre) (f.c.)
  • A. DELORT (Tours FC)
  • Y. POULARD (f.c.)
  • F. DIAWARA (Tours FC)
  • F. SAAD (SM Caen)
  • A. LIPPINI (Clermont Foot)
  • D. TIBERI (Stade Lavallois)
  • M. CHALME (Girondins de Bordeaux) (r.p.)
  • S. BOUHOURS (Tours FC)
  • D. OBERHAUSER (f.c.)
  • A. MAIRE (USJA Carquefou) (f.c.)

SC Bastia

Sono stati indubbiamente un successo le prime tre stagioni sulla panchina del Bastia del quarantasettenne Frédéric Hantz, che ha guidato i Turchini prima a due promozioni consecutive dal National alla Ligue 1 e poi alla tranquilla salvezza raggiunta l’anno scorso, con un soddisfacente ed inaspettato quattordicesimo posto finale che ne ha fatto la migliore delle tre neopromosse. L’obiettivo per il 2013-14 è quello di confermarsi sugli stessi livelli, ma la sfida appare sulla carta molto difficile, alla luce delle numerose partenze di peso che si sono registrate durante l’estate: in particolare a risultare del tutto stravolto è il reparto offensivo, che era stato la vera arma vincente dei corsi nel 2012-13 ed è stato privato contemporaneamente del suo centravanti e miglior marcatore (15 reti) Anthony Modeste e soprattutto del funambolico Florian Thauvin, una delle sorprese più piacevoli del passato campionato, oltre che di Claudio Beauvue e forse anche di Wahbi Khazri, che ad oggi è ancora in Corsica ma che vorrebbe partire a tutti i costi. Per sostituirli si è deciso di puntare su delle scommesse: il rumeno Claudiu Keserü, che dopo tre ottime stagioni in Ligue 2 – dove l’anno scorso ha segnato ben 17 gol con la maglia dell’Angers – a ventisei anni è chiamato a confermarsi anche nella massima serie, e due ragazzi che non sono riusciti ad imporsi nei rispettivi club di appartenenza e sbarcano in prestito, ovvero l’italo-belga Gianni Bruno (1991), di proprietà del Lille, e Florian Raspentino (1989), di proprietà dell’OM che l’aveva già prestato al Brest nella seconda metà della scorsa stagione; i nuovi arrivati cercheranno di guadagnarsi una delle maglie offensive nel 4-2-3-1 di Hantz, dove al momento, in attesa che si definisca la situazione di Khazri, l’unico intoccabile sembra essere Toifilou Maoulida. A centrocampo, perso Rothen che non era più in sintonia con Hantz e ha preferito scendere di categoria legandosi al Caen, è arrivato dal Real Zaragoza un giocatore di peso come l’ivoriano Romaric (1983), di ritorno in Francia dove in precedenza aveva già vestito la maglia del Le Mans (2005-2008), mentre dietro per sostituire i partenti Marchal, Choplin e Angoula ci si è affidati all’esperienza, sperando che ciò sia sufficiente a migliorare le inquietanti statistiche dello scorso anno (66 gol subiti, peggior difesa della Ligue 1): la nuova cerniera centrale sarà infatti formata da François Modesto (1978), di ritorno nel club dove è cresciuto, e Sébastien Squillaci (1980), reduce da una lunga inattività con l’Arsenal che desta qualche apprensione; la curiosità è che si profila l’ipotesi di un quartetto difensivo composto interamente da giocatori di origine corsa, visto che i due terzini dovrebbero essere Cioni e Palmieri, quest’ultimo arretrato con successo sulla linea dei difensori proprio da Hantz. Alle loro spalle ci sarà ancora Mickaël Landreau che, arrivato nel dicembre 2012 dopo la conclusione burrascosa della sua avventura a Lille, ha deciso di prolungare la sua permanenza in Corsica di un’altra stagione, al termine della quale dovrebbe appendere i guanti al chiodo: giunto a quota 587 presenze in Ligue 1, ha ancora un anno a disposizione per battere il record di partite disputate nella massima serie, attualmente detenuto da Jean-Luc Ettori (602).

Arrivi

  • ROMARIC (Real Zaragoza, ESP)
  • S. SQUILLACI (Arsenal FC, ANG)
  • KESERU (Angers SCO)
  • MODESTO (Olympiacos FC, GRE)
  • F. RASPENTINO (Olympique de Marseille) (p.)
  • G. BRUNO (LOSC Lille) (p.)
  • D. DIAKITE (Olympiacos FC, GRE)
  • L. GENEST (FC Istres) (r.p.)
  • J. LECA (Valenciennes FC)
  • A. BA (Stade Brestois 29)

Partenze

  • J. ROTHEN (SM Caen)
  • FATY (Sivasspor, TUR) (r.p.)
  • F. THAUVIN (LOSC Lille) (r.p.)
  • L. BONNEFOI (Châteauroux)
  • A. MODESTE (Girondins de Bordeaux) (r.p.)
  • G. ANGOULA (Angers SCO)
  • S. MARCHAL (FC Metz)
  • J. CHOPLIN (FC Metz)
  • C. BEAUVUE (Châteauroux) (r.p.)
  • C. VINCENT (CA Bastia)
  • NOVAES (Valenciennes FC)
  • D. AGOSTINI (CA Bastia)

Girondins de Bordeaux

Francis Gillot si accinge ad iniziare la sua terza stagione sulla panchina del Bordeaux e il suo bilancio fin qui può essere considerato complessivamente soddisfacente: al quinto posto con conseguente qualificazione europea del 2012-13, è seguita una seconda annata caratterizzata da un campionato un po’ più anonimo (settimo posto) e da una campagna europea tutto sommato dignitosa (eliminazione agli ottavi ad opera della finalista Benfica), ma soprattutto dalla conquista della Coupe de France, che consentirà tra l’altro ai Girondins di giocare nuovamente l’Europa League. Nel frattempo non è cambiato molto rispetto all’estate scorsa: anche quest’anno le esigenze di bilancio hanno imposto grande parsimonia e così, nell’impossibilità di spendere sul mercato per rafforzare la squadra, è già un successo l’essere riusciti a trattenere pilastri come il capitano Plasil, il franco-polacco Obraniak ed il portiere Carrasso, a lungo dati per possibili partenti. L’unico pezzo pregiato che la dirigenza è stata costretta a sacrificare è Benoît Trémoulinas, che ha raggiunto Belhanda alla Dynamo Kiev in cambio di un assegno di 6,5 milioni: con lui il Bordeaux ha perso il primatista assoluto di cross della Ligue 1 2012-13, e per colmare il vuoto rimasto sul fianco sinistro della difesa – dopo aver provato invano ad ingaggiare M’Bengue del Toulouse – è stato prelevato dal Tigre il ventiquattrenne Lucas Orban (1988), giocatore di temperamento presentato dalla stampa come “il nuovo Heinze”, nella speranza che si riveli una scommessa altrettanto fortunata di quella tentata due anni fa con un altro terzino pescato in Sudamerica, il brasiliano Mariano, oggi padrone indiscusso della fascia destra dei Girondins; nel caso in cui l’argentino dovesse faticare ad ambientarsi, è pronto Maxime Poundje (1992), prodotto del centro di formazione che negli ultimi mesi è sembrato molto maturato. A parte Orban e qualche ritorno dai prestiti, l’unico volto nuovo è quello di Jérémie Bréchet (1979), uomo d’esperienza arrivato a parametro zero dal Troyes che offrirà un’alternativa in più alla difesa. In un organico rimasto dunque pressochè invariato, le novità più interessanti potrebbero venire da alcuni elementi giovani già presenti nella rosa della passata stagione, da cui quest’anno ci si aspetta la definitiva esplosione: su tutti il centrocampista gabonese Andrè Biyogo Poko (1993), che già nella fase finale della scorso campionato aveva cominciato a guadagnarsi la fiducia di Gillot e che è stato probabilmente il migliore in campo in occasione del primo appuntamento ufficiale del 2013-14, il Trophée des Champions perso immeritatamente contro il Paris Saint-Germain, partita in cui i Girondins, pur privi tra infortuni e squalifiche di parecchi elementi, hanno destato un’impressione positiva. Atteso al varco anche l’attaccante uruguayano Diego Rolan (1993), arrivato a gennaio in Gironda con grandi speranze ma finora rimasto un oggetto misterioso, in parte a causa di alcuni problemi fisici: al recente Mondiale U20 ha fatto molto bene con il suo Uruguay e ci si augura che riesca a far vedere le sue interessanti qualità anche in Francia e a rappresentare un’alternativa credibile al veloce Saivet – peraltro non più certo della permanenza dopo l’offerta ricevuta dal Genoa – come spalla del gigante maliano Cheick Diabaté, autore l’anno scorso di 19 reti complessive nelle varie competizioni. Una migliore gestione del doppio impegno campionato-coppa sarà ad ogni modo una delle sfide stagionali del Bordeaux, che nella passata stagione non è riuscito a vincere nessuna delle nove partite di Ligue 1 disputate dopo le sue uscite europee.

Arrivi

  • L. ORBAN (Club Atlético Tigre, ARG)
  • J. BRECHET (ESTAC Troyes)
  • A. MODESTE (SC Bastia) (r.p.)
  • SALA (US Orléans ) (r.p.)
  • JUSSIE (Al-Wasl, EAU) (r.p.)
  • V. SAVIC (SG Dynamo Dresden, ALL) (r.p.)
  • M. CHALME (AC Ajaccio) (r.p.)

Partenze

  • B. TREMOULINAS (FC Dynamo Kyiv, UKR)
  • A. MODESTE (TSG 1899 Hoffenheim, ALL)
  • A. KEITA (f.c.)
  • F. MARANGE (f.c.)
  • SALA (Chamois Niortais) (p.)
  • E. CHEVALIER (f.c.)

Evian TG FC

La novità più importante della stagione dell’Evian Thonon Gaillard FC è che finalmente la squadra dell’Alta Savoia può disporre di un centro d’allenamento tutto suo: essersi dotati di infrastrutture all’altezza della Ligue 1 è un’altra tappa fondamentale nella progressione di un club che ha ottenuto lo statuto professionistico appena tre anni fa e che pian piano sta portando avanti il suo progetto di crescita. Reduce sul piano sportivo da una prima stagione nella massima serie in cui ha recitato il ruolo di squadra sorpresa, e da una seconda molto più sofferta con la matematica salvezza ottenuta solo all’ultima giornata, sublimata tuttavia dal raggiungimento della prima finale di Coupe de France della propria storia, l’Evian TG, il cui budget molto limitato non autorizza voli pindarici, si pone come unico obiettivo stagionale quello della permanenza nell’élite. Al timone ci sarà anche quest’anno Pascal Dupraz: amante di un gioco votato all’offensiva, figura storica dell’ETG fin dai tempi in cui il club militava nelle divisioni regionali con la vecchia denominazione, l’ex direttore sportivo che a metà dello scorso campionato si è seduto in panchina subentrando all’esonerato Pablo Correa affronterà la sua prima stagione intera da allenatore professionista. Sulla carta la squadra appare indebolita dalla perdita del suo capocannoniere e uomo di maggior classe, Saber Khelifa, unita ad altri numerosi addii, tra quelli già ratificati (Sagbo, Betao, Ninkovic, Mbarki tra gli altri) e quelli probabili (Rabiu, Tié Bi, Dja Djedje): in attesa che la società si muova ancora sul mercato per rimpiazzare adeguatamente i partenti, la speranza è che le scommesse low-cost tentate finora in sede di campagna acquisti si rivelino paganti e che tra i nuovi arrivati si possa nascondere la potenziale rivelazione. Nell’ambito dell’operazione Khelifa è approdato sulle sponde del lago Lemano il senegalese Modou Sougou (1984), che arriva in prestito da Marsiglia con grandi motivazioni e dovrebbe formare un’agile coppia d’attacco con Kévin Bérigaud (1988), l’unico giocatore della rosa cresciuto nel club; dopo l’esperienza soddisfacente con Betao e Ninkovic – entrambi prestati a gennaio dalla Dynamo Kiev e rivelatisi due innesti molto positivi, tuttavia tornati in Ucraina perchè la società non aveva i mezzi per riscattarli – il presidente Patrick Trotignon ha poi nuovamente fatto valere i suoi ottimi rapporti personali con il suo omologo Ihor Surkis ed è riuscito ad ottenere il prestito con diritto di riscatto di altri due elementi, ovvero Facundo Bertoglio (1990), centrocampista offensivo argentino dalle grandi doti tecniche, ed Andrès Escobar (1991), guizzante seconda punta colombiana. Sempre in prestito, stavolta dal Paris Saint-Germain, è arrivato anche Youssouf Sabaly (1993), campione U20 con la Francia nello scorso luglio ed in cerca di un club che gli desse la possibilità di giocare: capace di adattarsi su entrambe le fasce, questo interessante prodotto del vivaio parigino rappresenterà un’alternativa ai terzini titolari; è invece cresciuto nel centro di formazione lionese Maxime Blanc (1992), trequartista brevilineo che l’OL ha lasciato libero nonostante avesse fatto molto bene con la squadra riserve. Fino a questo momento l’unico vero investimento dell’ETG è quello fatto per Nicolas Benezet (1991), folletto che l’anno scorso ha fatto impazzire le difese della Ligue 2 con la maglia del Nîmes, pagato 1,5 milioni di euro e destinato a partire titolare sul fianco destro dell’attacco; dalla parte opposta dovrebbe invece esserci ancora Cédric Barbosa, che con i suoi 37 anni compiuti lo scorso 6 marzo è attualmente il giocatore più anziano della categoria e dovrebbe giocare la sua ultima stagione prima di appendere gli scarpini al chiodo.

Arrivi

  • N. BENEZET (Nîmes Olympique)
  • F. BERTOGLIO (FC Dynamo Kyiv, UKR) (p.)
  • A. ESCOBAR (FC Dynamo Kyiv, UKR) (p.)
  • SOUGOU (Olympique de Marseille) (p.)
  • Y. SABALY (Paris Saint-Germain) (p.)
  • M. BLANC (Olympique Lyonnais)

Partenze

  • SAGBO (Hull City, ANG)
  • KHLIFA (Olympique de Marseille)
  • S. ANDERSEN (Real Betis Balompié, ESP)
  • Y. ADNANE (f.c.)
  • GOVOU (f.c.)
  • G. LACOUR (ESTAC Troyes) (f.c.)
  • I. MBARKI (Espérance Sportive de Tunis, TUN)
  • H. BUGNET (f.c.)
  • A. MMADI (GFC Ajaccio)

EA Guingamp

Se alla vigilia dello scorso campionato di Ligue 2 Nantes e Monaco erano annoverate di diritto tra le favorite alla promozione, il Guingamp, la terza neopromossa, ha indossato i panni dell’outsider di turno; e con il ritorno nell’élite del piccolo club delle Côtes-d’Armor, che mancava dalla Ligue 1 da nove stagioni, sale a tre unità il nutrito contingente delle rappresentanti bretoni nella massima serie, quattro se si vuole considerare anche il Nantes, dato che il capoluogo della Loira Atlantica faceva parte della Bretagna storica. L’En Avant de Guingamp, espressione di un paese di poco più di 8000 abitanti, deve le sue fortune calcistiche all’avvento dell’imprenditore Noël Le Graët – ex sindaco della città ed oggi numero uno della Federazione Francese – sotto la cui presidenza il club è passato dal livello regionale a quello europeo, con la prima promozione in Ligue 1 della sua storia nel 1995, la partecipazione alla Coppa UEFA nel 1996 e poi di nuovo all’Europa League nel 2009, la conquista della Coupe de France 2009 e giocatori del calibro di Drogba e Malouda che hanno vestito la casacca rossonera. A questi anni d’oro è poi seguito un periodo buio nel quale il club aveva finito per sprofondare addirittura in National: uno dei maggiori artefici della risalita è stato senza dubbio Jocelyn Gourvennec, giovane tecnico (41 anni) che aveva fatto un ottimo lavoro nelle divisioni regionali a La-Roche-sur-Yon prima che Le Graët scommettesse su di lui nell’intento di riportare la sua creatura in Ligue 2: risultato, due promozioni nello spazio di tre stagioni ed unanimi consensi per il bel gioco espresso dalla squadra, che si basa generalmente su un 4-4-2 dagli esterni molto offensivi. Ora però Gourvennec è chiamato a ripetersi anche in Ligue 1, categoria in cui da allenatore è al debutto assoluto ma che ha conosciuto da giocatore con le maglie di OM, Nantes, Rennes, Montpellier e Bastia, trovando il non semplice equilibrio tra l’esigenza di non snaturare il suo gioco e quella di adattarsi ad un contesto dove gli avversari sono di ben altro calibro. La cattiva notizia è che com’era prevedibile il Guingamp ha perso il suo pezzo più pregiato, il promettente centrocampista Giannelli Imbula, eletto miglior giocatore della Ligue 2 nella passata stagione e ceduto per 7 milioni all’Olympique Marseille: il difficile compito di non farlo rimpiangere spetterà a Younousse Sankharé (1989), interessante elemento cresciuto nel PSG che ha già fatto vedere buone cose in Ligue 1 sia con la maglia del Dijon che con quella del Valenciennes; sono inoltre arrivati due esterni d’attacco rapidi come Claudio Beauvue e Steeven Langil, entrambi classe 1988 e provenienti rispettivamente da Bastia e Auxerre, che costituiranno due valide alternative a Giresse e Atik, i due titolari nel 2012-13, mentre per sostituire al centro della difesa Bellugou, andato via a scadenza di contratto, è arrivato Jérémy Sorbon (1983), che chiude così, dopo 288 partite, la sua storia con il Caen nel quale militava fin dall’inizio della carriera. In attacco fari puntati su Mustapha Yatabaré: il ventisettenne franco-maliano, dopo un percorso calcistico abbastanza anonimo, è esploso l’anno scorso, laureandosi capocannoniere della seconda serie con 23 gol, e ora dovrà dimostrarsi all’altezza della Ligue 1 cancellando la sua precedente esperienza nella massima categoria con la maglia del Boulogne, nella quale andò a segno solo due volte in 17 gare (2009-10).

Arrivi

  • G. NDY ASSEMBE (AS Nancy-Lorraine) (p.)
  • J. SORBON (SM Caen)
  • S. LANGIL (AJ Auxerre)
  • C. BEAUVUE (Châteauroux)
  • Y. SANKHARE (Dijon FCO)

Partenze

  • IMBULA (Olympique de Marseille)
  • V. PLANTE (Red Star FC 93)
  • M. CAMARA (CA Bastia)
  • F. BELLUGOU (AS Nancy-Lorraine)
  • Q. ROUGER (Stade Rennais FC) (r.p.)

LOSC Lille

Appena dodici mesi fa, il Lille di Rudi Garcia sembrava destinato ad assumere stabilmente un ruolo di primo piano nel panorama calcistico francese, forte dell’ingresso nel suo nuovo stadio ipermoderno, della qualificazione alla Champions League un anno dopo la storica doppietta campionato-coppa e di una campagna acquisti piuttosto ambiziosa con l’arrivo di giocatori come Kalou e Marvin Martin. Ma alla prova dei fatti la realtà si è rivelata molto meno rosea, tra una campagna europea totalmente fallimentare ed un campionato deludente al termine del quale la squadra, piazzatosi solo sesta, è rimasta fuori dalle coppe. I mancati introiti conseguenti hanno costretto al sacrificio di Lucas Digne, seconda pepita preziosa prodotta dal vivaio locale dopo Eden Hazard, ceduto al Paris Saint-Germain per 15 milioni, un addio doloroso che è seguito a quelli di Payet e Chedjou: partito anche quest’ultimo, ormai della formazione tipo del Lille laureatosi campione nella primavera 2011 sono rimasti solo in tre, ovvero Béria, Balmont ed il capitano Mavuba. Intuito il ridimensionamento in atto, Rudi Garcia ha preferito guardarsi intorno finendo per accordarsi con la Roma, ed il presidente Michel Seydoux si è così orientato su René Girard, libero dopo la sua separazione dal Montpellier: inizialmente osteggiato dai tifosi, il nuovo tecnico è in brevissimo tempo riuscito a conquistarli, e spetterà adesso a lui – che è stato a lungo selezionatore delle varie nazionali giovanili francesi prima di sedersi sulla panchina del Montpellier – dare la scossa che serve e riuscire a trarre il meglio da una squadra piena di giocatori giovani, il cui fiore all’occhiello è Florian Thauvin (1993): rivelazione del passato campionato con la maglia del Bastia, grande protagonista del titolo Mondiale U20 conquistato un mese fa dalla Francia, il talentuoso mancino è però stato al centro di un caso spinoso nel corso dell’estate, perchè l’Olympique Marseille ha provato a strapparlo al LOSC – che l’aveva acquistato già a gennaio lasciandolo in prestito in Corsica fino a fine stagione – proponendo un lauto stipendio al ragazzo e 5,5 milioni al club; Seydoux si è impuntato per una questione di principio respingendo seccamente l’offerta, ma adesso bisognerà vedere se Thauvin, che aveva fatto chiaramente capire di voler raggiungere Marseille, saprà dimenticare velocemente l’opportunità sfumata e dare il 100% per i Dogues. Altra incognita riguarda Kalou, che Seydoux non sarebbe contrario a cedere nell’ottica di fare cassa: ma l’ivoriano, deludente nei suoi primi passi a Lille, ha poi fatto molto bene nella seconda parte della scorsa stagione, da quando Rudi Garcia l’ha spostato nell’inedito ruolo di centravanti, e adesso Girard vorrebbe assolutamente tenerlo, anche perchè le altre punte centrali presenti in rosa (RouxDe Melo) per diverse ragioni hanno convinto finora solo a metà. A rimpiazzare Chedjou in coppia al centro della difesa con il montenegrino Basa sarà una vecchia conoscenza del calcio italiano come il danese Kjaer (1989), mentre dopo la partenza di Digne la società sta tenendo d’occhio il mercato in cerca di un’occasione interessante nel ruolo di terzino sinistro: se non dovesse arrivare nessuno su quella fascia dovrebbe giocare il senegalese Pape Souaré (1990), di ritorno dal prestito al Reims dove l’anno scorso ha piuttosto ben figurato. Tra i giovani che potrebbero ritagliarsi un po’ di spazio, occhio in particolare al centrocampista Souahilo Meité (1994) e soprattutto all’attaccante belga Divock Origi (1996), subito a segno nel suo primo match assoluto in Ligue 1 (2 febbraio 2013).

Arrivi

  • F. THAUVIN (SC Bastia) (r.p.)
  • S. MEITE (AJ Auxerre) (r.p.)
  • S. KJAER (VfL Wolfsburg , ALL)
  • SOUARE (Stade de Reims) (r.p.)
  • J. DELAPLACE (SV Zulte Waregem , BEL)
  • A. DIABY (CS Sedan)
  • T. PEYRE (Toulouse FC)
  • J. JEANVIER (AS Nancy-Lorraine)
  • P. ENYEAMA ANIEKAN (Maccabi Tel Aviv FC, ISR) (r.p.)

Partenze

  • B. PEDRETTI (AC Ajaccio)
  • D. PAYET (Olympique de Marseille)
  • CHEDJOU (Galatasaray SK, TUR)
  • L. DIGNE (Paris Saint-Germain)
  • G. BRUNO (SC Bastia) (p.)
  • A. DIABY (RE Mouscron, BEL) (p.)
  • L. BONNART (AC Ajaccio)

FC Lorient

Il Lorient si appresta ad affrontare la sua ottava stagione di fila nella massima serie, naturalmente sotto la guida del suo guru Christian Gourcuff, l’ex professore di matematica adepto del bel gioco giunto ormai al suo venticinquesimo anno di permanenza nel golfo del Morbihan. Quest’estate c’è stata una piacevole novità, ovvero l’inaugurazione di “Espace FCL“, l’avveniristico complesso sportivo situato nel comune di Ploemeur dove per la prima volta nella storia del Lorient i campi d’allenamento per la squadra professionistica, il centro di formazione e gli uffici amministrativi sono riuniti in un’unica struttura, fortemente voluta da Gourcuff nell’ottica di far compiere un salto di qualità al club. Sul piano sportivo l’obiettivo per la prima squadra è quello di restare tra le prime dieci della classifica, dopo l’ottavo posto del 2012-13, continuando allo stesso tempo a mostrare un gioco propositivo; si riparte dal 4-4-2 ibrido visto nella passata stagione, con Alain Traoré leggermente arretrato in appoggio all’unica vera punta, e da un gruppo che non è cambiato molto rispetto a un anno fa, in cui anche il capitano Bruno Ecuele Manga, forse l’elemento di maggior classe dei bretoni, sembra destinato a restare ancora un’altra stagione. Gli addii di maggior rilievo sono quelli già noti di Giuly e Le Lan, che hanno lasciato il calcio professionistico, quello di Mareque, tornato in Argentina a fine contratto, e quello di Corgnet, che non si è integrato come sperato nel gioco di Gourcuff e ha scelto di proseguire la sua carriera a Saint-Étienne; mentre i volti nuovi sono quelli di due ragazzi dalle buone prospettive, l’attaccante camerunense Vincent Aboubakar (1992), in arrivo dal Valenciennes, e soprattutto il terzino sinistro Raphaël Guerreiro (1993), una delle più grandi rivelazioni dell’ultima Ligue 2 con la maglia del Caen: nato in Francia da genitori portoghesi, nazionale lusitano U21, visti i contemporanei addii di Le Lan e Mareque è destinato a partire titolare ed è un giocatore che vale senz’altro la pena di tenere d’occhio. Un altro ragazzo da non perdere di vista è il franco-gabonese Mario Lemina (1993), prodotto del vivaio che nella seconda parte dello scorso campionato aveva mosso i suoi primi promettenti passi in Ligue 1 e che, reduce dal Mondiale U20 vinto con la Francia e della prima convocazione nell’U21, potrebbe ritagliarsi uno spazio a centrocampo. Una grossa incognita è rappresentata dal caso Aliadière: finalmente risparmiato dagli infortuni, l’ex ragazzo prodigio ha disputato a trentun anni la migliore stagione della sua carriera, condita da 15 gol e 9 assist, ma adesso preme per andar via, corteggiato da diversi club ed in particolare dal Lyon; inutile dire che sarebbe una perdita dolorosissima, considerando che ha inciso quasi sulla metà dei gol segnati dal Lorient nel 2012-13; tanto più che Aboubakar ha senza dubbio qualità interessanti ma finora non ha mai segnato molto ed in rosa non ci sono altre alternative credibili, a meno che Emeghara, molto deludente nell’anno e mezzo trascorso a Lorient e rientrato alla base dopo il fruttuoso prestito in Italia, non ritrovi anche in Bretagna la vena mostrata a Siena.

Arrivi

  • V. ABOUBAKAR (Valenciennes FC)
  • R. GUERREIRO (SM Caen)
  • S. FALETTE (Stade Lavallois) (r.p.)
  • EMEGHARA (AC Siena, ITA) (r.p.)
  • K. BEAUVERGER (Stade Rennais FC)

Partenze

  • B. CORGNET (AS Saint-Etienne)
  • M. AUTRET (SM Caen) (p.)
  • L. GIULY (f.c.)
  • T. DO (GFC Ajaccio)
  • TOURE (FC Bourg Péronnas) (p.)
  • M. ABU (Manchester City FC, ANG) (r.p.)
  • R. MASON (Tottenham Hotspur FC, ANG) (r.p.)

Olympique Lyonnais

Se l’Olympique Lyon della nuova era, costruito sul rigore economico e sui frutti del suo centro di formazione, non sembra più all’altezza di competere seriamente per il titolo, finora si è quantomeno mostrato in grado di continuare a recitare un ruolo di alto profilo sulla scena del calcio francese: nel 2011-12 gli uomini di Rémi Garde hanno messo in bacheca la Coupe de France, per poi conquistare nel 2012-13 il Trophée des Champions e soprattutto il terzo posto in campionato sinonimo di ritorno in Champions League dopo un anno di assenza, naturalmente previo superamento dell’ostico preliminare che opporrà i Gones alla Real Sociedad. Quest’anno, per proseguire nella scia positiva e provare a far bene su entrambi i fronti, a puntellare un gruppo complessivamente giovane ed orfano del carisma di Lisandro Lopez – che a due giorni dall’inizio del campionato è stato ceduto all’Al Gharafa in cambio di 7 milioni – sono arrivati tre giocatori di una certa esperienza: per la fascia destra della difesa c’è il portoghese Miguel Lopes (1986), in prestito con diritto di riscatto dallo Sporting Clube do Portugal, che prenderà il posto di Réveillère giunto a fine contratto; sulla fascia opposta agirà invece il camerunense Henri Bedimo (1984), campione di Francia due anni fa con il Montpellier, dal quale è stato prelevato per 2 milioni: un acquisto che, unito alla cessione al Southampton di Lovren, fa pensare che il gioiello di casa Samuel Umtiti sia destinato ad abbandonare la posizione di terzino occupata per buona parte della scorsa stagione e tornare al suo ruolo naturale, facendo coppia al centro della difesa con il serbo Bisevac; infine un rinforzo offensivo in arrivo da Valenciennes, Gaël Danic (1981), che a trentun anni ha finalmente l’occasione di mettersi alla prova in una “big” dopo una bella carriera spesa in realtà minori e che è candidato a giocare sulla sinistra nel tridente di Garde: con la catena nuova di zecca Bedimo-Danic l’OL tornerà così ad avere dei veri specialisti sul suo fianco sinistro, dopo una stagione in cui da quella parte si sono viste soluzioni di ripiego. Poichè per far quadrare il bilancio in chiusura lo scorso 30 giugno non erano state sufficienti le cessioni di Lovren e di Monzon – quest’ultimo in prestito negli ultimi sei mesi al Fluminense – il presidente Aulas è stato costretto a sacrificare anche una delle più grandi promesse cresciute in casa come l’attaccante Anthony Martial (1995), ceduto al Monaco per 5 milioni: questa mossa non è piaciuta molto alla tifoseria, in un momento in cui il club sta puntando forte sul centro di formazione, tuttavia si è trattato di un sacrificio che ha consentito di trattenere quantomeno i richiestissimi Gonalons e Grenier, che insieme all’esperto Malbranque costituiscono l’asse centrale della formazione lionese; Grenier, in particolare, si sta sempre più affermando come la vera stella della squadra, relegando in panchina un Gourcuff che non è più riuscito a ritrovare i livelli di Bordeaux ma che continua a rimanere sulle rive del Rodano, prigioniero del suo oneroso contratto. L’addio dell’ultimo minuto di Lisandro Lopez pone però dei problemi, perchè le partenze di Briand e soprattutto Gomis, entrambi in scadenza di contratto, erano da tempo date per scontate: ma adesso in organico rimangono i soli Lacazette e Benzia a potersi adattare al centro dell’attacco, ed il primo è già candidato ad occupare un posto da titolare sulla destra del tridente; in attesa che arrivi una soluzione dal mercato (Aliadière?), per le prime giornate di campionato non si esclude una sorpresa, come il reintegro provvisorio di Gomis o addirittura il lancio del baby Fares Bahlouli (1995). Tra i pali, in attesa che Vercoutre si ristabilisca dall’infortunio, il numero uno sarà il promettente franco-portoghese Anthony Lopes (1990).

Arrivi

  • G. DANIC (Valenciennes FC)
  • M. LOPES (Sporting CP, POR)
  • BEDIMO (Montpellier Hérault SC)
  • YATTARA (ESTAC Troyes) (r.p.)
  • S. KONE (SM Caen) (r.p.)
  • H. NOVILLO (GFC Ajaccio) (r.p.)

Partenze

  • L. LOPEZ (Al-Gharafa)
  • D. LOVREN (Southampton FC, ANG)
  • A. REVEILLERE (f.c.)
  • BASTOS (Al-Aïn, EAU)
  • MONZON (Calcio Catana, ITA)
  • A. MARTIAL (AS Monaco FC)
  • S. FLOCHON (Havre AC)
  • M. BLANC (Evian TG FC)

Olympique de Marseille

L’estate scorsa tutti temevano che la cura di austerity imposta dall’azionista Margarita Louis-Dreyfus avrebbe comportato un grosso ridimensionamento sul piano sportivo, invece zitto zitto l’Olympique Marseille di Élie Baup ha tenuto testa fino in fondo al Paris Saint-Germain e concluso la Ligue 1 2013-14 ad un inatteso secondo posto, magari senza entusiasmare troppo ma mostrando di aver recuperato quel carattere e quello spirito di squadra che erano venuti un po’ a mancare nella fase conclusiva dell’era Deschamps, ed offrendo l’ulteriore nota lieta della rinascita di Gignac, finalmente protagonista di un campionato positivo con la maglia della sua squadra del cuore. Per di più, con i soldi ottenuti dalle cessioni di gennaio (Rémy, Kaborè) ed il risparmio di circa 20 milioni susseguente alla partenza di diversi giocatori dal contratto pesante (Azpilicueta, A.Diarra, Mbia, Brandao), uniti ai ricavi della qualificazione diretta alla Champions League, il club non solo ha risanato il bilancio ma si è anche ritrovato un più che discreto budget da investire quest’estate sul mercato. I dirigenti hanno scelto intelligentemente di rivolgersi al mercato francese trascurato da PSG e Monaco, puntando su elementi in grado di conquistarsi fin da subito un posto da titolare, nonchè suscettibili di portare in futuro una plusvalenza nelle casse del club: per una spesa complessiva di poco più di 20 milioni sono così arrivati Dimitri Payet (1987), giocatore dalle grandi qualità che se trovasse continuità potrebbe innalzare notevolmente il tasso di creatività della manovra dell’OM; il tunisino Saber Khelifa (1987), eccellente nel 2012-13 con l’Evian TG ed in grado di insidiare il posto di Gignac o anche di essere utile in posizione più arretrata; e due fra i talenti più promettenti della Ligue 2 come Benjamin Mendy (1993) e Giannelli Imbula (1992), entrambi strappati alla concorrenza dei club inglesi: il primo rappresenterà un’interessante alternativa sulla fascia sinistra della difesa ad un Morel che a Marseille finora non è riuscito a convincere fino in fondo, mentre il secondo contenderà a Benoît Cheyrou un posto a metà campo a fianco dell’intoccabile Romao, felice innesto dell’ultimo mercato invernale. L’arrivo di Imbula compensa l’ormai quasi certo addio di Joey Barton, a cui la società marsigliese ha proposto di restare per un’altra stagione, a patto però di liberarsi dagli ultimi due anni di contratto con il QPR e di accettare uno stipendio di 120.000 euro mensili, offerta che l’inglese non sembra intenzionato ad accettare. L’altra buona notizia è quella di essere riusciti a trattenere tutti i pezzi pregiati, in primis Mandanda e Nkoulou, anche se resta ancora un punto interrogativo sulla permanenza di Andrè Ayew, che ambirebbe a giocare a centrocampo e non sulla trequarti dove lo costringe il 4-2-3-1 di Baup e ha fatto sapere che nel caso arrivasse un’offerta interessante la prenderebbe in considerazione: l’incertezza sulla sua situazione e su quella di Kadir e Morgan Amalfitano, due giocatori a cui non dispiacerebbe andar via nell’ottica di trovare maggior spazio, fa sì che il club stia monitorando il mercato alla ricerca di un altro elemento offensivo. Le amichevoli estive non sono state particolarmente incoraggianti, ma la sensazione è che quando si tornerà a fare sul serio bisognerà ancora una volta fare i conti con l’OM: va però considerato che manca un po’ di profondità all’organico e che la squadra potrebbe fare fatica a reggere su più fronti.

Arrivi

  • KHLIFA (Evian TG FC)
  • D. PAYET (LOSC Lille)
  • IMBULA (EA Guingamp)
  • B. MENDY (Havre AC)
  • F. RASPENTINO (Stade Brestois 29) (r.p.)
  • P. MBOW (Amiens SC) (r.p.)
  • A. N’DOUMBOU (US Orléans ) (r.p.)
  • S. MANGO (r.p.)

Partenze

  • BARTON (Queens Park Rangers , ANG) (r.p.)
  • F. RASPENTINO (SC Bastia) (p.)
  • OMRANI (AC Arles Avignon) (p.)
  • L. N’DIAYE (f.c.)
  • SOUGOU (Evian TG FC) (p.)
  • C. GADI (f.c.)
  • S. MANGO (US Luzenac) (p.)
  • N. AMMARI (f.c.

AS Monaco FC

L’estate 2013 sarà ricordata come quella che ha visto il Monaco irrompere come un uragano sulla scena del calcio francese, tra i 140 milioni di euro spesi sul mercato, una nuova pioggia di stelle sulla Ligue 1 e la guerra fredda con la LFP che vorrebbe costringere il club del Principato a spostare la sua sede legale in Francia per non avere più i privilegi fiscali di cui gode attualmente. Acquistato dal magnate russo Dimitri Rybolovlev già nell’inverno del 2011, l’ASM ha dovuto pazientare due stagioni prima di lanciare il guanto di sfida al Paris Saint-Germain, il tempo di riuscire a compiere la sua risalita nella massima serie, e adesso si presenta come un concorrente minaccioso. Anche se la società mantiene un profilo piuttosto basso e ufficialmente parla di qualificazione alla Champions League come obiettivo primario stagionale, è evidente che con un investimento tanto massiccio le aspettative non possono che essere fin da subito molto alte e che Claudio Ranieri, che ha condotto la squadra alla promozione senza entusiasmare troppo, si trova nella posizione di non poter sbagliare nulla, tanto più che durante l’estate sono girati insistentemente i nomi di Mancini, Mourinho o Hiddink ed erano in tanti a pensare che l’allenatore romano non sarebbe più stato alla guida dei biancorossi nel 2013-14. Non c’è dubbio che dal centrocampo in su la squadra appaia sulla carta altamente competitiva, forte in particolare del trio delle meraviglie MoutinhoJames RodriguezFalcao portato nel Principato dalla regia occulta dell’onnipotente agente Jorge Mendes, tre giocatori eccezionali la cui classe va a sommarsi a quella di alcuni talenti dal grosso potenziale che hanno contribuito alla promozione in Ligue 1, come il belga Yannick Ferreira Carrasco (1993) o l’argentino Lucas Ocampos (1994): nelle amichevoli precampionato, ed in particolare nell’ultima contro il Tottenham (5-2), si è potuto intuire come questi giocatori schierati insieme offrano una straordinaria abbondanza di qualità e di soluzioni offensive, mentre l’altro neo acquisto Toulalan costituisce il perno che dà equilibrio al centrocampo ed a sorpresa al suo fianco si candida ad una maglia Mounir Obbadi, arrivato a gennaio dal Troyes e protagonista di spicco della cavalcata verso la promozione, che potrebbe insidiare il posto del più muscolare Delvin Ndinga. Qualche perplessità in più suscita il reparto arretrato, a cominciare dal portiere Danijel Subasic, numero due della nazionale croata, che non trasmette sicurezza fino in fondo tanto che la dirigenza, dopo avere provato invano a prendere Mandanda o Ruffier, sta seguendo altre piste (Rui Patricio, Amelia). In partenza la coppia centrale titolare dovrebbe essere costituita da Ricardo Carvalho e Abidal – quest’ultimo scelto da Ranieri come nuovo capitano – un duo che sicuramente garantisce tanta esperienza ma lascia dei dubbi sulla sua capacità di reggere fisicamente per un’intera stagione; alle loro spalle scalpita l’altro nuovo arrivato Nicolas Isimat-Mirin (1991), difensore di notevole talento che tuttavia è alla prima esperienza in una grande squadra. Per quanto riguarda le fasce, sulla destra al momento l’unica soluzione è quella di ricorrere ad un centrale adattato, Raggi o Kagelmacher – a meno di non volersi affidare a due incognite assolute come i giovani Fabinho (1993) e Tisserand (1993), positivi nel precampionato – mentre sulla sinistra il candidato più credibile è il franco-polacco Layvin Kurzawa (1992), altro ragazzo cresciuto in casa. Trovare gli automatismi giusti davanti, e soprattutto una buona stabilità difensiva nonostante questi punti interrogativi, sono le sfide che attendono Ranieri, all’inseguimento del primo titolo nazionale della sua carriera: rispetto alle dirette concorrenti il tecnico italiano avrà un asso nella manica, ovvero la possibilità di concentrarsi unicamente sul campionato.

Arrivi

  • R. FALCAO (Atlético Madrid , ESP)
  • J. MOUTINHO (FC Porto, POR)
  • J. RODRIGUEZ (FC Porto, POR)
  • J. TOULALAN (Malaga CF, ESP)
  • E. ABIDAL (FC Barcelona, ESP)
  • ISIMAT-MIRIN (Valenciennes FC)
  • R. CARVALHO (Real Madrid CF, ESP)
  • A. MARTIAL (Olympique Lyonnais)
  • G. MONACHELLO (Olympiakos Nicosia, CHY)
  • FABINHO (Rio Ave, POR) (p.)
  • B. LOPEZ (Real Sporting Gijon , ESP)
  • A. TZIOLIS (Apoel FC, CHY) (r.p.)
  • A. ASSANA (Clermont Foot) (r.p.)

Partenze

  • T. DINGOME (Havre AC) (p.)
  • C. MEDJANI (Olympiacos FC, GRE)
  • D. PANDOR (Stade Brestois 29) (p.)
  • N. MENDY (OGC Nice)
  • J. PHOJO (CA Bastia) (p.)
  • SALLI (RC Lens) (p.)
  • D. APPIAH (SM Caen)
  • MENDES (AC Arles Avignon) (f.c.)
  • ADRIANO (f.c.)
  • G. MONACHELLO (Cercle Brugge KSV, BEL) (p.)
  • E. BAJRAMI (Panathinaikos FC, GRE)
  • M. SOURZAC (FC Bruxelles, BEL) (p.)
  • A. TZIOLIS (PAOK FC, GRE)
  • S. DUMONT (f.c.)
  • J. LABOR (FC Bruxelles, BEL) (p.)

Montpellier Hérault SC

Mette certamente un po’ di malinconia ma è inevitabile: la diaspora dei protagonisti dello storico titolo di campione di Francia continua, ed il Montpellier attuale somiglia sempre meno a quello che appena due anni fa aveva entusiasmato l’Europa intera con la sua favola. Dopo Giroud e Yanga-Mbiwa, quest’estate anche Belhanda, Utaka, Bedimo, Estrada, Jeunechamp, Pitau hanno preso altre strade, e con loro se n’è andato René Girard, l’allenatore che li aveva condotti al trionfo e che dopo quattro anni lascia l’Hérault per le Fiandre francesi. Il difficile compito di raccoglierne il testimone spetta ad un veterano come Jean Fernandez, che allena a livello professionistico dal 1985 ed è ansioso di riscatto dopo la stagione forse più deludente della sua carriera, conclusa con la separazione a campionato in corso da un Nancy in caduta libera verso la Ligue 2: il nuovo tecnico ha fatto sapere che intende proseguire sulle basi lasciate dal suo predecessore e dovrebbe partire con lo stesso 4-2-3-1 che era diventato il marchio di fabbrica della formazione di Girard; tuttavia, conoscendo Fernandez, è probabile che vedremo un gioco meno fondato sul possesso palla e più votato al contropiede. Partito Belhanda, molte più responsabilità ricadranno sulle spalle di Rémy Cabella (1990), l’altro gioiello cresciuto in casa, uno dei pochi a non naufragare nella deludente campagna 2012-13 del Montpellier: anche lui nel mirino di diverse squadre, inizialmente sembrava desideroso di partire ma poi ha accettato di buon grado di restare per un altro anno, conquistato dalla volontà del club di metterlo al centro del proprio progetto; di Belhanda erediterà la maglia n.10 e quasi certamente anche il ruolo, visto che Fernandez sembra intenzionato a spostarlo dalla fascia alla posizione di trequartista centrale lasciata vacante dal franco-marocchino. Quattro per il momento i nuovi arrivi: degno di nota in particolare quello dell’ivoriano Siaka Tiéné (1982), campione di Francia con il PSG sebbene nell’ultima stagione abbia giocato pochissimo, che porterà la sua esperienza e sostituirà Bedimo sulla fascia sinistra; ci sono poi Djamel Bakar (1989), giocatore dalla grande rapidità che può occupare tutti i ruoli dell’attacco, ma che deve migliorare nel concludere le azioni, e Morgan Sanson (1993), altro talentuoso elemento offensivo che si è messo in luce nella Ligue 2 2012-13 con la maglia del Le Mans; infine l’ultimo arrivato, il cavallo di ritorno Victor Montaño (1984), che aveva già indossato la maglia dei Pailladins dal 2005 al 2010: il colombiano prende il posto in rosa del partente Charbonnier – che non è riuscito ad imporsi nell’Hérault e si è legato al Reims – ed offrirà un’opzione differente nel ruolo di punta centrale, in quanto è più un attaccante di profondità quando invece l’argentino Herrera è fondamentalmente un uomo d’area. Ma per fare un salto di qualità rispetto alla passata stagione ci si attende anche una maggiore resa da parte di chi c’era già, ad esempio quegli elementi come Congrè, Mounier e lo stesso Herrera che l’estate scorsa erano arrivati per rafforzare la squadra ma che alla prova dei fatti hanno poi incontrato parecchie difficoltà, mentre tra un paio di mesi il ritorno degli infortunati di lungo corso Saihi e Bocaly potrà certamente dare una grossa mano. L’obiettivo fissato dal patron Louis Nicollin a Fernandez, a cui ricordiamo che nella stagione 2009-10 riuscì il miracolo di qualificare un modesto Auxerre alla Champions League, è quello di piazzarsi tra le prime dieci.

Arrivi

  • MONTAÑO (Stade Rennais FC)
  • M. SANSON (Le Mans FC)
  • D. BAKAR (AS Nancy-Lorraine)
  • J. TINHAN (AC Arles Avignon) (r.p.)
  • S. TIENE (Paris Saint-Germain)
  • B. KOITA (Havre AC) (r.p.)

Partenze

  • Y. BELHANDA (FC Dynamo Kyiv, UKR)
  • G. CHARBONNIER (Stade de Reims)
  • UTAKA (Sivasspor, TUR) (f.c.)
  • BEDIMO (Olympique Lyonnais)
  • M. ESTRADA (Al-Wahda, EAU)
  • A. CROPANESE (CA Bastia)
  • C. JEUNECHAMP (f.c.)
  • R. PITAU (f.c.)
  • B. VALETTE (f.c.)
  • A. COULOMB (f.c.)
  • G. LEGRAS (f.c.)

FC Nantes

A Nantes, piazza storica del calcio francese il cui ritorno nell’élite è stato salutato con piacere da tanti appassionati, a prima vista potrebbe sembrare che il tempo sia improvvisamente tornato indietro di cinque anni. Infatti anche al via della stagione 2008-09 i Canaris si presentavano ai nastri di partenza della Ligue 1 con Michel Der Zakarian in panchina, dopo essere stati guidati dal tecnico franco-armeno alla promozione nella massima categoria: quella volta la storia si era conclusa male, con il vulcanico patron Waldemar Kita che aveva licenziato il suo allenatore dopo appena tre giornate, mentre il Nantes, affidato ad Élie Baup, sarebbe sprofondato nuovamente in Ligue 2 al termine del campionato. Ma nella sorpresa generale, dopo tre stagioni mediocri in cui la squadra gialloverde ha puntualmente fallito la risalita, nell’estate 2012 Kita ha messo da parte l’orgoglio e ha richiamato Der Zakarian, che nel frattempo aveva mancato di un soffio la promozione in Ligue 1 sulla panchina del Clermont: il cinquantenne tecnico di Erevan ha accettato di tornare ed è riuscito a bissare l’impresa di cinque anni prima, riportando nuovamente i Canaris nella massima serie. Ora però le cose sono cambiate ed è improbabile che il prosieguo sia il medesimo di quello di cinque anni fa, perchè Kita ha imparato dai propri errori e, se anche la squadra dovesse partire male, difficilmente gli vedremo prendere decisioni impulsive. Per raggiungere la salvezza, unico obiettivo dichiarato, Der Zakarian – allenatore che non ama i fronzoli – dovrebbe puntare come al solito sul pragmatismo, alternando la difesa a quattro vista l’anno scorso con il 5-3-2 provato più volte in amichevole durante il precampionato. Nonostante il clima interno sia finalmente tranquillo, il Nantes sta però vivendo ugualmente un’estate complicata, in seguito al divieto ad operare sul mercato decretato dalla FIFA per presunte irregolarità nel trasferimento di Ismaël Bangoura – tuttora in rosa ma in lista di partenza – sentenza poi temporaneamente sospesa in seguito all’appello presentato dal club di Kita. Così è finalmente arrivato il primo rinforzo nella persona di Ozwaldo Vizcarrondo, ventinovenne difensore centrale con 45 presenze nel Venezuela: si tratta del terzo venezuelano che il Nantes ingaggia in un anno, incoraggiato dai precedenti con Gabriel Cichero (1984) e Fernando Aristeguieta (1993), entrambi acquistati definitivamente dal Caracas dopo il buon impatto avuto nella scorsa stagione in cui erano arrivati in prestito; il primo, difensore centrale passato pure da Lecce, aveva già avuto un’esperienza in Francia con la maglia del Lens, mentre per il secondo, sbarcato a gennaio, si è trattato dei primi passi in Europa: il giovane centravanti ha ben figurato, andando a segno 8 volte e mostrando una buona intesa con il serbo Filip Djordjevic (1988), il giocatore con maggiore anzianità nella rosa del Nantes, già presente nell’avventura in Ligue 1 del 2008-09, nonchè capocannoniere dei Canaris nel 2012-13 con 20 reti. La società si sta però guardando in giro alla ricerca di un altro attaccante, dato che Djordjevic è in scadenza nel 2014 e dunque, a meno che non accetti di rinnovare, è candidato alla cessione in caso di buona offerta; servirebbe inoltre un esterno difensivo supplementare, possibilmente un elemento navigato considerando che sono pochi i giocatori della rosa che hanno già accumulato esperienza in Ligue 1. Nel frattempo, a 48 ore dall’inizio del campionato, si è legata ai gialloverdi per tre stagioni anche l’ala Alejandro Bedoya (1987), nazionale statunitense che arriva a parametro zero dall’Helsingborgs. Tra i tanti ragazzi da seguire in una squadra dal vivaio particolarmente prolifico, occhio soprattutto a Jordan Veretout (1993), fresco campione del mondo U20 al quale Der Zakarian potrebbe affidare le chiavi del gioco.

Arrivi

  • A. BEDOYA (Helsingborgs IF, SUE)
  • O. VIZCARRONDO (Club Atlético Lanús, ARG)
  • F. ARISTEGUIETA (Caracas FC, VEN)
  • CICHERO (Caracas FC, VEN)
  • I. BANGOURA (Al Nasr SC, QAT) (r.p.)

Partenze

  • K. DJELLABI (AJ Auxerre)
  • I. KEITA (Angers SCO)
  • MADOUNI (f.c.)
  • Y. LEE (f.c.)

OGC Nice

I trofei nazionali del 2012-13 sono andati a Paris Saint-Germain, Bordeaux e Saint-Étienne, ma tutti sono stati unanimi nell’attribuire il titolo di squadra rivelazione dell’anno all’OGC Nice: affidata alle cure di Claude Puel, ansioso di riscatto dopo la fine burrascosa del suo rapporto con il Lyon e sedotto dal progetto a lungo termine dell’azionista di maggioranza Jean-Pierre Rivère, la squadra rossonera ha conquistato mostrando un gioco seducente ed individualità interessanti; e soprattutto terminando il campionato al quarto posto in classifica ed ottenendo così una qualificazione europea arrivata con almeno due anni di anticipo rispetto alla tabella di marcia, a conferma dell’impressione che Puel è un tecnico particolarmente adatto a lavorare ad un progetto in cui ha la possibilità di costruire dal basso, come seppe fare già in passato a Lille. All’euforia per l’avventura in Europa League, subordinata al superamento dei playoff, si aggiunge quella per l’imminente inaugurazione del nuovo stadio, l’Allianz Riviera, gioiello da 35.000 posti in cui il Nice farà il suo ingresso a settembre, dopo aver giocato ancora tre partite – due di campionato ed il preliminare europeo contro l’Apollon Limassol – nel vecchio Stade du Ray. Ma il club mantiene i piedi per terra ed è cosciente che il difficile sarà riuscire a ripetersi, considerando per di più che la squadra non è stata rafforzata e che anzi ha perso uno dei suoi leader come Renato Civelli, che la società non aveva i mezzi economici per trattenere. Ad oggi l’argentino non è stato sostituito e se le cose dovessero restare così a far coppia al centro della retroguardia con Pejcinovic sarebbe l’haitiano Genevois (1987), difensore centrale di formazione che però nella passata stagione è stato schierato stabilmente da terzino destro: in questo caso sulla destra potrebbe giocare Grégoire Puel (1992), il figlio del tecnico che nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa ha sempre ben figurato; ad ogni modo la situazione si presenta ancora più delicata in vista delle prime partite di campionato, visto che Pejcinovic è attualmente infortunato e dovrebbe tornare a disposizione solo a settembre. L’unico nuovo acquisto candidato a far parte dell’undici tipo è Nampalys Mendy (1992), promettente centrocampista tascabile che, scaduto a giugno il suo contratto col Monaco, ha preferito non rinnovare e accettare la sfida propostagli dal Nice, benchè avesse anche un’offerta del Manchester United e benchè Ranieri avesse provato a trattenerlo: evidentemente è consapevole di trovare qui chances molto maggiori di essere titolare, affiancando nel cuore del gioco il capitano Digard, nel ruolo che lo scorso anno è stato occupato prevalentemente dallo sfortunatissimo Kévin Anin, rimasto gravemente ferito alla colonna vertebrale in un incidente d’auto e non ancora certo di poter tornare a camminare. A parte Mendy, al momento c’è soltanto un’altra faccia nuova ed è quella del belga Christian Brüls (1989), giunto in prestito dal Gent nell’ottica di costituire un’alternativa sulla linea dei trequartisti al trio titolare PiedEyssericBauthéac. É evidente comunque che molto dipenderà dall’attitudine di chi è rimasto: per sperare di ripetere una stagione all’altezza di quella passata è necessario che tutti mantengano la stessa concentrazione e lo stesso rendimento, in particolare certe pedine chiave come Dario Cvitanich, il cannoniere che gli Aiglons cercavano da tempo, o Valentin Eysseric, talento sopraffino che deve confermare di avere davvero raggiunto la maturità. Da segnalare che il sedicenne Neal Maupay, una delle belle sorprese dell’ultimo campionato, non sarà a disposizione nella prima parte della stagione perchè sta recuperando dall’infortunio ai legamenti del ginocchio destro patito nella scorsa primavera.

Arrivi

  • N. MENDY (AS Monaco FC)
  • C. BRÜLS (KAA Gent, BEL) (p.)
  • GUIE GUIE (FC Lausanne-Sport, SUI) (r.p.)

Partenze

  • R. CIVELLI (Bursaspor, TUR) (f.c.)
  • C. MERIEM (r.p.)
  • L. MENGUAL (Tours FC)
  • K. DIAZ (f.c.)
  • C. HENNION (f.c.)
  • J. BERTHOMIER (f.c.)

Paris Saint-Germain

Pur incontrando maggiori difficoltà di quanto la grande disparità delle forze in campo facesse prevedere alla vigilia, il Paris Saint-Germain è alla fine riuscito ad aggiudicarsi il terzo titolo di campione di Francia della sua storia, atteso da diciannove anni: ma c’è stato poco tempo per godersi il trionfo, rapidamente passato in secondo piano in un’estate inaspettatamente tormentata, con i contemporanei addii di Ancelotti e Leonardo e la spasmodica caccia ad un nuovo allenatore, che ha lasciato a lungo la squadra nell’incertezza. Detto che è evidente a tutti che per Nasser Al-Khelaifi e la proprietà qatariota Laurent Blanc è stato un ripiego, scelto per mancanza di reali alternative dopo la lunga serie di rifiuti incassati – da Wenger a Mourinho, da Capello a Benitez, fino a Villas-Boas e Laudrup – non è però da escludere che questa soluzione forzata finisca per rivelarsi una decisione felice, considerando soprattutto che si tratta di un allenatore che meno di altri necessiterà di tempo di adattamento, dato che conosce già bene l’ambiente del calcio francese ed in passato ha vinto un campionato di Ligue 1 alla guida del Bordeaux. Intanto sul fronte mercato anche quest’anno non sono state lesinate le spese, con il botto Cavani – l’acquisto più caro nella storia della massima serie transalpina – e due talenti purissimi come Marquinhos e Digne, quest’ultimo strappato alla concorrenza del grande rivale monegasco, per un totale largamente superiore ai 100 milioni di euro, cifra che potrebbe lievitare notevolmente se il club della capitale dovesse riuscire a mettere a segno l’ulteriore colpo Cabaye. Ora però spetterà a Blanc il non semplice compito di trovare gli equilibri di squadra e di spogliatoio, con una rosa pletorica che necessita di essere sfoltita e in cui rimarranno inevitabilmente molti scontenti: alla luce di quanto visto nelle amichevoli, il tecnico sembrerebbe inizialmente intenzionato a schierare un 4-4-2 con due esterni molto offensivi – la stessa soluzione adottata con buoni risultati da Ancelotti nella seconda parte della scorsa stagione – in cui sarà interessante verificare la compatibilità tra Ibrahimovic e Cavani, ed in cui sulle fasce i favoriti appaiono al momento Lucas a destra e Lavezzi a sinistra, cosa che comporterebbe esclusioni scomode come quella di Ménez e soprattutto di Pastore, uno dei più pesanti investimenti del club; altri ballottaggi non ancora risolti sono quello tra Verratti e Thiago Motta – che Blanc sembra apprezzare molto – per un posto a fianco di Matuidi a centrocampo, e quello tra Jallet e Van der Wiel sulla destra della linea difensiva, con il primo che sembra favorito ed il secondo che interessa molto all’Inter; a sinistra Digne potrebbe insediare il posto di Maxwell, mentre c’è abbondanza di centrali di qualità, con Sakho e Marquinhos che scalpitano alle spalle del capitano Thiago Silva ed Alex. Proprio Sakho è uno dei giocatori che potrebbero chiedere di andar via alla ricerca di maggior spazio, così come il giovane Rabiot – che però verrebbe ceduto solo in prestito – Chantôme, Bodmer e Sissoko: per ora, escludendo i giovani mandati in prestito, a lasciare la capitale sono stati Beckham, Gameiro, Lugano, Armand e Tiéné, ma prima della chiusura del mercato altre partenze seguiranno certamente. Nel frattempo i segnali arrivati dalla prima uscita ufficiale, il Trophée des Champions contro il Bordeaux, sono stati contrastanti: non particolarmente convincente sul piano del gioco e di alcune individualità, il PSG di Blanc ha però mostrato carattere e concretezza, mettendo subito in bacheca il primo trofeo; una nota lieta è venuta dal gol del giovane Hervin Ongenda (1995), un ragazzo dalle qualità interessanti che così come l’ancor più giovane Kingsley Coman (1996) potrebbe a sorpresa trovare un po’ di spazio, anche perchè l’UEFA impone di inserire almeno quattro giocatori cresciuti nel club nella lista per la Champions League: dei quattro della lista dello scorso anno – Areola, Sakho, Chantôme e Rabiot – il primo è andato in prestito al Lens e gli altri come detto non sono sicuri della permanenza.

Arrivi

  • E. CAVANI (SS. Napoli, ITA)
  • MARQUINHOS (AS Roma, ITA)
  • L. DIGNE (LOSC Lille)
  • M. SISSOKO (AC Fiorentina, ITA) (r.p.)
  • A. RABIOT (Toulouse FC) (r.p.)
  • BAHEBECK (ESTAC Troyes) (r.p.)
  • LUGANO (Malaga CF, ESP) (r.p.)
  • M. BODMER (AS Saint-Etienne) (r.p.)
  • J. MAURICE (Le Mans FC) (r.p.)
  • N. KEBANO (SM Caen) (r.p.)

Partenze

  • GAMEIRO (Sevilla FC, ESP)
  • BAHEBECK (Valenciennes FC) (p.)
  • LUGANO (West Bromwich Albion, ANG)
  • A. AREOLA (RC Lens) (p.)
  • S. ARMAND (Stade Rennais FC)
  • D. BECKHAM (f.c.)
  • Y. SABALY (Evian TG FC) (p.)
  • L. LANDRE (RC Lens)
  • S. TIENE (Montpellier Hérault SC)
  • R. LE CROM (f.c.)
  • J. IKOKO (US Créteil) (p.)

Stade de Reims

Lo scorso maggio lo Stade de Reims ha concluso felicemente la sua prima stagione nella massima serie dopo trentatrè anni, piazzandosi al quattordicesimo posto in classifica e raggiungendo così, non senza qualche patema, la salvezza che si era prefissato; merito di un rendimento positivo soprattutto tra le mura amiche dell’Auguste Delaune dove, sostenuti da un pubblico sempre caldo e appassionato, gli Stadistes si sono tolti anche la soddisfazione di sconfiggere i futuri campioni di Francia del PSG. Ma riuscire a ripetersi non sarà semplice, tenendo conto tra l’altro dell’assai poco rassicurante statistica secondo cui il 70% delle squadre neopromosse in Ligue 1 retrocede entro le prime due stagioni: con l’obiettivo di rientrare nell’altro 30%, si riparte da un organico che fortunatamente può ancora contare sui suoi pezzi più pregiati, su tutti Grzegorz Krychowiak, il ventitreenne nazionale polacco che nel 2012-13 non è stato solo il miglior uomo del Reims, ma in assoluto uno dei giocatori dal rendimento più alto dell’intera categoria. Nell’intento di rafforzare la squadra senza svenarsi, la società ha puntato su alcune interessanti scommesse: dal Tours arriva il franco-congolese Prince Oniangue (1988), uno dei migliori centrocampisti della Ligue 2 nelle ultime tre stagioni, un elemento capace all’occorrenza di giocare anche da difensore centrale e che ha sulla carta le qualità per conquistarsi una maglia a centrocampo a fianco di Krychowiak e Devaux; dall’estero arrivano invece Mads Albaek (1990), ex capitano del Midtjylland con due presenze nella nazionale danese, giocatore regolare e duttile che a metà campo può ricoprire diverse posizioni, e Eliran Atar (1987), capocannoniere del campionato israeliano con la maglia del Maccabi Tel Aviv con 22 reti, che può essere schierato da punta vera e propria o da esterno d’attacco; proviene infine dalla Ligue 1 un secondo rinforzo offensivo, Gaëtan Charbonnier (1988), centravanti che non è riuscito a ripetersi a Montpellier dopo la bella stagione in Ligue 2 con la casacca dell’Angers: a lui e ad Atar il compito di rianimare un attacco che l’anno scorso è stato il vero tallone d’Achille del Reims, con la miseria di 33 reti segnate ed il miglior marcatore biancorosso, il valido Courtet, che si è fermato a quota 9. Per quanto riguarda il reparto arretrato, Pape Souaré è tornato al Lille per fine prestito e dunque il titolare sulla fascia sinistra dovrebbe essere Signorino, mentre sulla fascia opposta  è da tenere d’occhio il promettente franco-algerino Aïssa Mandi (1991); davanti all’ottimo Agassa, a cui l’haitiano Placide tenterà di rubare il posto di numero uno, confermata la solida coppia formata dal capitano Tacalfred e da Weber, con Mohamed Fofana come prima alternativa. Il modulo dovrebbe essere ancora un 4-3-3 dall’interpretazione piuttosto difensiva, basato su una buona copertura del campo e su veloci ripartenze favorite da esterni d’attacco rapidi come il brasiliano Diego Rigonato – che sta recuperando dopo la rottura del tendine rotuleo patita nello scorso maggio – ed il capoverdiano Fortes. Una novità si registra nello staff tecnico, dove l’allenatore Hubert Fournier, in scadenza a giugno 2014 e non ancora sicuro del prolungamento, ha ottenuto l’allontanamento del suo vice Olivier Guégan, con il quale le tensioni nella passata stagione erano state continue: a sostituirlo sarà Michel Audrain, selezionatore della nazionale della Bretagna e fino alla scorsa stagione vice allenatore del Laval in Ligue 2.

Arrivi

  • ONIANGUE (Tours FC)
  • G. CHARBONNIER (Montpellier Hérault SC)
  • E. ATAR (Maccabi Tel Aviv FC, ISR)
  • M. ALBAEK (FC Midtjylland, DAN)
  • J. KODJIA (Amiens SC) (r.p.)

Partenze

  • N. FAUVERGUE (FC Metz) (p.)
  • RAMARE (Stade Brestois 29) (f.c.)
  • SOUARE (LOSC Lille) (r.p.)
  • J. KODJIA (SM Caen) (p.)
  • J. TOUDIC (RC Lens) (r.p.)
  • Y. BENEDICK (RC Strasbourg) (p.)
  • J. LIEBUS (f.c.)

Stade Rennais FC

Il Rennes ha deciso di voltare pagina: dopo il tredicesimo posto finale nella Ligue 1 2012-13, il peggior piazzamento dei bretoni negli ultimi otto anni, accompagnato dalla sensazione di un ciclo ormai finito, si è chiuso di comune accordo il rapporto tra la società rossonera e Frédéric Antonetti, che nelle sue quattro stagioni sulla panchina del Rennes ha tutto sommato fatto un buon lavoro alla guida di una squadra a cui è tuttavia mancato il guizzo per fare il definitivo salto di qualità. La rivoluzione voluta dai vertici si è estesa anche alla dirigenza, con la separazione dal direttore generale Pierre Dréossi, in carica dal 2002, mentre è in atto una riorganizzazione generale del club con una particolare attenzione al centro di formazione, che dopo tanti anni di dominio ha perso il primato nella classifica della Federazione scivolando addirittura al sesto posto. Le redini del gruppo professionistico sono state affidate a Philippe Montanier, artefice della sorprendente qualificazione in Champions League della Real Sociedad, di ritorno in patria dove in passato aveva ottenuto buoni risultati alla guida di Valenciennes e prima ancora Boulogne, condotto in cinque anni dal National alla Ligue 1: questa scelta segna una decisa rottura ideologica con il passato, trattandosi di un allenatore molto attento all’aspetto estetico del calcio, amante del gioco corto e di una manovra fatta di combinazioni palla a terra. L’obiettivo è naturalmente quello di far meglio delle ultime stagioni, in cui la squadra dopo inizi sempre promettenti crollava puntualmente nel girone di ritorno, e allo stesso tempo di mostrare un volto più seducente. In quest’ottica è un’ottima notizia l’essere riusciti a trattenere tutti i pezzi pregiati, da Kana-Biyik a Pitroipa e soprattutto Alessandrini, a lungo corteggiato dall’Olympique Marseille, sebbene su quest’ultimo ci sia pur sempre un’incognita legata alla ripresa dal grave infortunio al crociato che l’ha costretto a perdere tutta la seconda parte della passata stagione: la speranza naturalmente è che il marsigliese possa tornare ad esprimersi sui livelli della prima parte del campionato, in cui era stato una delle rivelazioni della Ligue 1 con 10 gol e 5 assist all’attivo. Ceduto Mavinga al Rubin Kazan, dove il giovane terzino ritroverà M’Vila, per rafforzare una difesa che nel 2012-13 era stata la quarta peggiore del campionato è arrivato dal Paris Saint-Germain un uomo d’esperienza come Sylvain Armand (1980), mentre in attacco Erding troverà un nuovo concorrente in Nelson Oliveira (1991), talentuoso nazionale portoghese reduce da una stagione negativa nel Deportivo La Coruña. Se gli acquisti veri e propri sono al momento solo i due sopra citati – anche se la società resta vigile sul mercato – dei rinforzi a sorpresa potrebbero arrivare da alcuni ragazzi cresciuti nel centro di formazione che con Antonetti trovavano poco spazio o erano relegati nella squadra riserve, come i freschi campioni del mondo U20 Foulquier e Ngando, entrambi classe 1993, i finalisti dell’Europeo U19  Hunou e Moreira, nati nel 1994, o i meno conosciuti Hountondji (1994), Zana Allée (1994) e Saïd (1995): nelle uscite estive hanno trovato molto spazio e chissà che uno di loro non riesca ad imporsi e che non possa ripetersi un caso come quello di Illaramendi, lanciato da titolare nella Real Sociedad proprio da Montanier.

Arrivi

  • N. OLIVEIRA (SL Benfica, POR) (p.)
  • S. ARMAND (Paris Saint-Germain)
  • Y. JEBBOUR (AS Nancy-Lorraine) (r.p.)
  • Q. ROUGER (EA Guingamp) (r.p.)

Partenze

  • A. DIARRA (West Ham United FC, ANG) (r.p.)
  • MONTAÑO (Montpellier Hérault SC)
  • J. CARRASSO (FC Metz)
  • Y. BRAHIMI (Grenade CF, ESP)
  • Q. ROUGER (Vannes OC)
  • MAVINGA (FC Rubin Kazan, RUS)
  • ILUNGA (f.c.)
  • J. VERHOEK (FC Sankt Pauli , ALL)
  • K. BEAUVERGER (FC Lorient)
  • J. MENSAH (f.c.)
  • F. HERY (Vannes OC) (p.)

AS Saint-Etienne

Da sempre uno dei club più amati ed affascinanti del panorama calcistico francese, il Saint-Étienne sembra in piena parabola ascendente. Da quando nel dicembre 2009 Cristophe Galtier si è seduto sulla panchina dei Verts riuscendo a salvare la squadra dalla retrocessione, nei tre anni successivi sono arrivati un decimo, un settimo ed infine un quinto posto, quest’ultimo impreziosito da una lunga striscia positiva che ha visto l’ASSE perdere un solo incontro nel 2013 e soprattutto dalla conquista del primo trofeo dal 1981, quella Coupe de la Ligue che ha regalato anche il passaporto per l’Europa. L’obiettivo del club è ora quello di continuare nella sua crescita, installandosi stabilmente nelle zone nobili della classifica e facendo sì che la qualificazione alle coppe europee diventi una piacevole abitudine. Tutto questo, però, il Saint-Étienne dovrà riuscire a farlo senza colui che nel 2012-13 è stato il suo uomo migliore, Pierre-Eymerick Aubameyang, volato a Dortmund in cambio di 13 milioni al termine della stagione della sua definitiva consacrazione; e rischia di perdere anche Brandao, giocatore certamente non raffinato ma che si è rivelato una pedina preziosa nel gioco di Galtier: il brasiliano è a scadenza 2014 e spera di firmare l’ultimo contratto importante della carriera, dunque in caso di buona offerta potrebbe partire. Il club non vuole farsi cogliere impreparato e si sta guardando in giro alla ricerca di un attaccante, che sia in grado possibilmente di giocare sia da centravanti che sulla fascia; nel frattempo, nelle due gare del preliminare di Europa League contro i moldavi del Milsami Orhei (3-0, 3-0), è piaciuto molto il tridente formato da destra a sinistra da Hamouma, dallo stesso Brandao e da Franck Tabanou (1989), certamente un giocatore dalle caratteristiche completamente diverse da quelle di Aubameyang, che non può offrire la stessa velocità nè lo stesso bottino di gol, ma che in compenso è in grado di servire preziosi palloni al centro (4 assist decisivi tra andata e ritorno). Per il momento l’esterno sinistro ex Toulouse rappresenta il botto della campagna acquisti dell’ASSE, che per il resto è stata intelligentemente condotta con lo scopo di rinforzare numericamente la rosa in previsione dell’impegno europeo: sono così arrivati Paul Baysse (1988) dal Brest, alternativa di valore a Clerc sulla fascia destra della difesa, il centrale difensivo Florentin Pogba (1990), nazionale guineano e protagonista di un buon campionato in Ligue 2 con il Sedan malgrado la retrocessione, e Benjamin Corgnet (1987), centrocampista di grande qualità che a Lorient è riuscito ad imporsi solo a metà; infine, dall’estero, una scommessa come l’ivoriano Ibrahim Sissoko (1991), in prestito dal Wolfsburg ma nell’ultima stagione all’Olympiakos, elemento offensivo molto duttile che però deve migliorare nell’efficacia sotto rete; persi Mollo e Bodmer, tornati alla base per fine prestito, oltre ad un attaccante è possibile che arrivi un altro centrocampista, con il nome di Rabiot che ricorre insistentemente. Fondamentale essere riusciti a trattenere un pilastro come il portiere Ruffier, richiesto anche dal Monaco, mentre questo potrebbe essere l’anno della definitiva esplosione di Joshua Guilavogui (1991), spostato nella scorsa stagione dal ruolo di interno di centrocampo a quello di sentinella davanti alla difesa per sopperire al grave infortunio di Clément e convincente al punto di guadagnarsi la chiamata di Deschamps. Fuori rosa Ghoulam, in attesa di trovare l’accordo con il Torino, sulla fascia sinistra della difesa il vice Brison sarà Pierre-Yves Polomat (1993), reduce dal trionfo al Mondiale U20 con la Francia ed elemento da tenere d’occhio.

Arrivi

  • B. CORGNET (FC Lorient)
  • F. TABANOU (Toulouse FC)
  • P. BAYSSE (Stade Brestois 29)
  • F. POGBA (CS Sedan) (r.p.)
  • KITAMBALA (SG Dynamo Dresden, ALL) (r.p.)
  • Y. RAVET (Angers SCO) (r.p.)
  • I. SISSOKO (VfL Wolfsburg , ALL)
  • I. SAADI (GFC Ajaccio) (r.p.)
  • B. VALETTE

Partenze

  • AUBAMEYANG (Borussia Dortmund, ALL)
  • Y. MOLLO (AS Nancy-Lorraine) (r.p.)
  • KITAMBALA (AJ Auxerre) (p.)
  • M. BODMER (Paris Saint-Germain) (r.p.)

FC Sochaux-Montbéliard

Tutto l’ambiente del Sochaux, reduce da due salvezze consecutive acciuffate entrambe all’ultima giornata, è consapevole che anche quest’anno ci sarà da stringere i denti: infatti il club del Doubs ha logicamente risentito della crisi del suo azionista di maggioranza, il gruppo Peugeot – costretto alla soppressione di 800 posti di lavoro – e la società si è trovata nelle condizioni di dover varare uno stretto piano di austerità, motivo per il quale in qualità di nuovo presidente è stato nominato Laurent Pernet, da tanti anni dirigente nel ramo automobilistico, non particolarmente appassionato di calcio ma scelto per le sue rigorose capacità di gestione economica. In questa situazione era prevedibile che la rosa non fosse rafforzata ed anzi è stato perso Giovanni Sio, elemento arrivato nel corso del mercato invernale che aveva dato un buon contributo all’attacco gialloblu nella seconda parte della passata stagione e che è tornato per fine prestito al Wolfsburg. Inoltre, in caso di offerte ritenute all’altezza, non saranno trattenuti i due pezzi più pregiati della squadra, ovvero Sébastien Corchia e Ryad Boudebouz: semmai c’è da stupirsi che entrambi siano per il momento ancora a Sochaux, visto che già nell’estate 2012 erano annunciati in partenza e che sono stati più volte ad un passo dall’addio, con il passaggio dell’esterno destro a Lyon che un mese fa sembrava addirittura cosa fatta, prima che il club di Aulas ripiegasse per ragioni economiche su Lopes; nel caso in cui un loro trasferimento non dovesse riuscire a concretizzarsi entro la chiusura del mercato, la speranza naturalmente è che i due ragazzi superino la delusione e trovino le motivazioni necessarie. L’unico arrivo ad oggi è quello di Julien Faussurier (1987) dal Troyes, elemento duttile che può giocare da terzino destro, terzino sinistro ed all’occorrenza anche esterno di centrocampo; tra le partenze, oltre a quelle di vari giocatori giunti a fine contratto tra cui Mikari, c’è da registrare quella di Yartey, arrivato l’anno scorso dalla Svizzera con l’etichetta di “Giggs ghanese”, ma incapace di imporsi in Ligue 1 e prestato al Sion. In partenza la formazione tipo dovrebbe dunque essere in linea di massima la medesima della prima metà della scorsa stagione, ed il compito di guidare i Lionceaux verso la salvezza spetterà ancora ad Éric Hély: fedelissimo del club, prima da giocatore e poi da allenatore delle formazioni giovanili e direttore del centro di formazione, si presenta come l’uomo ideale a guidare la squadra in questo particolare frangente perchè conosce meglio di chiunque altro le esigenze della società e i giovani cresciuti in casa di cui è composta in buona parte la rosa, e già due volte è riuscito a motivare a dovere il gruppo e a tirarlo fuori da una situazione pericolosa; da quest’anno avrà nel suo staff tecnico anche Omar Daf, il terzino senegalese che nel 2012-13 ha giocato con i colori del Sochaux l’ultima stagione della sua carriera prima di decidere di appendere gli scarpini al chiodo. Per sperare di soffrire di meno, sarà importante avere un rendimento più regolare e riuscire a far meglio contro le avversarie dirette, visto che l’anno scorso il Sochaux è riuscito a battere Paris Saint-Germain, Olympique Marseille e Lyon ma ha perso molti punti in partite sulla carta alla sua portata.

Arrivi

  • J. FAUSSURIER (ESTAC Troyes)
  • A. CAMARA (PAOK FC, GRE) (r.p.)

Partenze

  • G. SIO (VfL Wolfsburg , ALL) (r.p.)
  • C. HERELLE (SR Colmar) (p.)
  • I. YARTEY (FC Sion , SUI) (p.)
  • Y. MIKARI (f.c.)
  • F. DUPLUS (SV Zulte Waregem , BEL) (f.c.)
  • O. DAF (f.c.)
  • D. OVONO (f.c.)
  • K. OSANGA (Royal White Star Bruxelles, BEL) (f.c.)

Toulouse FC

Gli anni passano e le stagioni del Toulouse sembrano susseguirsi in fotocopia, campionati anonimi in cui la squadra dell’Alta Garonna non riesce a distaccarsi dalla mediocrità e nemmeno ad entusiasmare sul piano del gioco. Per questo molti tifosi hanno storto un po’ il naso alla notizia del rinnovo di Alain Casanova, allenatore dei Violets dal 2008-09, che salvo imprevisti resterà dunque sulla panchina del TFC almeno fino a giugno 2014: c’è chi avrebbe preferito un cambio di rotta per dare una scossa. Tuttavia quest’anno una novità dovremmo vederla: infatti Casanova, a cui va comunque riconosciuto il merito di aver dato alla squadra una certa stabilità e di aver saputo valorizzare i prodotti del centro di formazione – Capoue, Moussa Sissoko, Tabanou, M’Bengue, Congré, Ahamada – in un contesto in cui non c’è la possibilità di fare grandi investimenti, dovrebbe per la prima volta abbandonare il suo 4-1-4-1 d’ordinanza per proporre un 3-5-2 che ha iniziato a sperimentare nel finale della scorsa stagione per poi presentarlo regolarmente nelle amichevoli estive, con il terzino destro Aurier trasformato in difensore centrale a fianco di Zebina e Abdennour ed una coppia d’attacco sulla carta complementare formata dall’israeliano Ben Basat e Ben Yedder, quest’ultimo una delle rivelazioni della Ligue 1 2012-13 ed il primo attaccante del TFC a riuscire a superare quota 5 gol in campionato dai tempi di Gignac. Ma la cessione di Étienne Capoue al Tottenham che si sta concretizzando nelle ultime ore lascia un grosso vuoto, anche perchè nessun altro giocatore della rosa ha le caratteristiche ideali per fare la sentinella davanti alla difesa; questa partenza va a sommarsi ad altre perdite di peso, in particolare quelle di Tabanou e di Rabiot – che la società spera di ottenere nuovamente in prestito dal PSG – ma anche quelle di Hermach e Djalo, tornati al mittente per fine prestito, e di Braaten, giunto a fine contratto, mentre non si esclude la possibilità dell’addio di M’Bengue. Sul fronte acquisti, i volti nuovi per ora sono tre e tutti provenienti dall’estero: da Gijon è arrivato Oscar Trejo (1988), centrocampista argentino con passaporto italiano che è piaciuto molto nel precampionato e che dovrebbe innalzare il tasso tecnico della linea mediana; Uros Spajic (1993), grande promessa del calcio serbo, ottime doti fisiche e tecniche, è il maggiore investimento estivo del club (1,5 milioni) e la difesa a tre potrebbe dargli l’opportunità di trovare spazio prima del previsto; ed infine lo sfortunato Mihai Roman (1984), arrivato a costo zero dal Rapid Bucarest, che si era integrato molto bene ed era destinato a una maglia da titolare sulla fascia destra, ma che pochi giorni fa in allenamento si è procurato la rottura del tendine d’Achille e probabilmente ne avrà per sei mesi: a rimpiazzarlo sarà uno tra Ninkov e Akpa-Akpro, mentre sulla fascia opposta sta emergendo il guineano Issiaga Sylla (1994), un ragazzo che ha esordito in Ligue 1 nel maggio di quest’anno e che sembra promettere bene. Oltre a quello della sostituzione di Capoue, un altro problema può essere rappresentato dalla panchina corta: difesa a parte, gli uomini sono contati ed in attacco non c’è alcuna alternativa credibile a Ben Yedder e Ben Basat.

Arrivi

  • O. TREJO (Real Sporting Gijon , ESP)
  • M. ROMAN (FC Rapid Bucuresti, ROU)
  • U. SPAJIC (FK Etoile Rouge Belgrade , SER)
  • A. SOUKOUNA (US Luzenac) (r.p.)

Partenze

  • F. TABANOU (AS Saint-Etienne)
  • M. FIRMIN (FC Rouen 1899)
  • U. BULUT (Galatasaray SK, TUR)
  • A. RABIOT (Paris Saint-Germain) (r.p.)
  • T. PEYRE (LOSC Lille)
  • A. HERMACH (Al Hilal, AS) (r.p.)
  • DJALO (SL Benfica, POR) (r.p.)

Valenciennes FC

La scorsa estate il Valenciennes si presentava ai nastri di partenza della Ligue 1 nei panni di una delle più accreditate candidate alla retrocessione, in seguito alle perplessità suscitate anche tra i suoi stessi giocatori dalla mancata campagna di rafforzamento: aveva poi finito per essere una delle rivelazioni della prima parte della stagione, mostrando a tratti anche un gioco molto piacevole, prima di avere un lungo passaggio a vuoto nella fase centrale del campionato ed infine riprendersi nel finale, terminando all’undicesimo posto e migliorando così di una posizione il suo piazzamento della stagione precedente. Grossi meriti vanno all’ottimo lavoro del tecnico Daniel Sanchez, con i suoi cinquantanove anni il più anziano della categoria dopo Claudio Ranieri, che sarà chiamato a compiere un altro miracolo, visto che neanche quest’anno la campagna acquisti induce all’ottimismo. Infatti, se già la squadra era apparsa notevolmente indebolita dalle partenze a gennaio di Gil e Kadir – sicuramente non estranee al crollo della squadra nel girone di ritorno – adesso ha perso altri pilastri fondamentali: oltre ai gioielli Isimat-Mirin e Danic, la cui cessione ha portato nelle casse del club circa 6 milioni, sono andati via a parametro zero altri elementi importanti come i centrocampisti di sostanza Carlos Sanchez e Rémi Gomis ed il giovane attaccante Aboubakar, mentre Sankharé è tornato per fine prestito al Dijon prima di essere acquistato da una diretta concorrente per la salvezza come il Guingamp; e la lista potrebbe non finire qui perchè anche altri giocatori, come il terzino sinistro Bong ed il centrocampista offensivo Dossevi, potrebbero partire nel caso dovesse giungere una buona offerta, dato che la società si trova nella necessità di tirare la cinghia e di ridurre il più possibile il monte ingaggi. A parte il portiere brasiliano Novaes (1983) che farà da secondo a Penneteau, i nuovi arrivati sono due centrocampisti, ovvero il trentenne nazionale centrafricano Eloge Enza-Yamissi, reduce da ben otto stagioni a Troyes, e l’ex Rennes Tongo Doumbia (1988), in prestito dal Wolverhampton, e due promettenti elementi offensivi: il rumeno Aurelian Chitu (1991), ala sinistra prelevata dal Viitorul Constanta per 700.000 euro, chiamato al difficile compito di non far rimpiangere Danic, ed in prestito dal PSG il polivalente Jean-Cristophe Bahebeck (1993), grande speranza del centro di formazione parigino che finora ha mantenuto le attese solo a metà, ma che ritorna galvanizzato da un Mondiale U20 che l’ha visto protagonista di primo piano nello storico trionfo francese; Chitu e Bahebeck saranno due dei talenti da tenere d’occhio in una squadra nella quale troveranno spazio anche altri ragazzi interessanti come il terzino destro Kenny Lala (1991), il centrale difensivo Lindsay Rose (1992) e l’attaccante Opa Nguette (1994). Il presidente Jean-Raymond Legrande ha promesso a Sanchez un altro acquisto, possibilmente un difensore, ma per il momento l’organico resta inferiore qualitativamente e quantitativamente a quello dello scorso anno e non sembra oggettivamente sufficiente per festeggiare il centenario del club e l’ottava stagione di fila nella massima serie con un campionato senza patemi: l’augurio è tuttavia che il Valenciennes riesca ancora una volta a stupire tutti.

Arrivi

  • BAHEBECK (Paris Saint-Germain) (p.)
  • A. CHITU (Vitorul Constanta, ROU)
  • E. ENZA YAMISSI (ESTAC Troyes)
  • T. DOUMBIA (Wolverhampton Wanderers FC, ANG) (p.)
  • NOVAES (SC Bastia)

Partenze

  • G. DANIC (Olympique Lyonnais)
  • V. ABOUBAKAR (FC Lorient)
  • R. GOMIS (f.c.)
  • ISIMAT-MIRIN (AS Monaco FC)
  • Y. SANKHARE (Dijon FCO) (r.p.)
  • J. LECA (SC Bastia)
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Discussione

5 pensieri su “Ligue 1 2013-14: presentazione delle venti squadre al via

  1. Ciao. Complimenti per il blog!
    Si parla tanto di Sakho in Italia accostato a Roma e Milan. Cosa ne pensi del giocatore? Può essere titolare a Roma o a Milano con buoni risultati per te?

    Grazie.
    Fabio

    Pubblicato da Fabio | 26 agosto 2013, 23:19
  2. Ciao, grazie mille per i complimenti! 🙂
    Per quanto riguarda Sakho, a mio parere è un difensore ottimo ma non eccellente, nel senso che ha degli indubbi punti di forza (eccezionali mezzi fisico-atletici, tackle, gioco aereo, molto forte sull’uomo), ma anche dei limiti (non è velocissimo, ha qualche salto di concentrazione, a volte è troppo irruento, può migliorare sia nel rilancio che tatticamente…). Penso che abbia ancora dei buoni margini di crescita e che in Italia potrebbe far bene, a patto però che si trovi un contesto in cui abbia la possibilità di ambientarsi tranquillamente senza che venga messo in discussione al primo sbaglio (è il tipo di giocatore che ama sentirsi importante, in caso contrario ne risente molto), e a patto che venga schierato a fianco di un centrale bravo a comandare la difesa…vedremo come andrà a finire 🙂

    Pubblicato da Isabella Rubens | 27 agosto 2013, 16:25
  3. Ciao,sono appassionato di calcio francese e lo commento spesso insieme ad altri sul blog della gazzetta curato da Alessandro Grandesso,ho scoperto con piacere anche questo tuo blog molto ben curato con analisi tecniche approfondite.Per quanto riguarda Sakho,di cui stavi parlando,penso che il PSG stia commettendo un errore nel lasciarlo partire per Liverpool,è vero che come dici tu commette ancora degli errori(a volte anche abbastanza gravi,penso al primo campionato di Ancelotti quando il PSG vinceva a Lille e lui causò un rigore scioccamente,partita poi persa e lì il PSG lasciò il titolo al Montpellier di fatto)però ha anche del talento ed è giovane,gente così si tiene per farla crescere piuttosto che spendere 35 milioni per Marquinhos(che finora non ha mai giocato),giovane pure lui si,ma ha tutto da dimostrare ed è da vedere se saprà ambientarsi.
    Detto questo,volevo chiederti un’opinione sul calcio francese in generale nel contesto europei,io trovo che(e l’ho detto più volte sull’altro blog) paradossalmente nel momento in cui in Ligue1 sono arrivati investitori che hanno portato giocatori che fino a qualche anno fa sarebbe stata fantascienza immaginare in Francia,il resto della Ligue1 non sia mai stata così debole e poco competitiva a livello europeo.
    Prova ne è la crisi del Lione,un club che in passato aveva dato lustro alla ligue1 con buone performances in CL e che ora,a causa di una gestione sballata di Aulas, si fa dominare dalla 4a della Liga spagnola(buona squadra ma non certo il Real Madrid o il Barcellona) e delle eliminazioni precoci in EL di Saint Etiene e Nizza.
    Per la verità il Nizza ha poco da rimproverarsi essendo una debuttante assoluta su certi palcoscnici,però resta da interrogarsi sul come sia stato possibile far arrivare quarta questa squadra che,a momenti avrebbe giocato il preliminare di CL al posto del Lione(e incredibilmente non sarebbe cambiato nulla).
    Il Lille nel giro di pochi anni ha smembrato la squadra che sotto la guida di Rudi Garcia fece doppietta Ligue1-Coppa di Francia,tanti soldi incassati per non comprare quasi nessuno e ora gioca nel suo nuovo e bellissimo stadio,ma senza fare neppure l’EL
    L’unica che in un certo senso qualcosa ha fatto pur entro certi limiti è stato il Marsiglia,però è stato estrememante sfortunato in sede di sorteggio capitando in un girone dove anche il terzo posto per andare ai 16esimi di EL appare una chimera.
    E comunque parliamo di un club che,se per assurdo prendesse il terzo posto del girone,poi non avrebbe neppure la capacità di vincerla lEL(ipotizzando anche che la giochi seriamente,cosa tutt’altro che scontata),in CL non potrebe andare oltre gli ottavi,se avesse avuto un girone più facile.
    PSG,Monaco…e poi? Nulla,o quasi.
    Non va bene.

    Pubblicato da AlphaX | 31 agosto 2013, 23:46
  4. Ciao, mi fa molto piacere che apprezzi il blog! 🙂
    Per quanto riguarda Sakho, nemmeno io l’avrei ceduto…nel mio precedente commento ho cercato di metterne in evidenza pregi e difetti per provare ad inquadrarlo il meglio possibile, visto che mi era stato chiesto un parere soprattutto in relazione all’eventualità di un suo trasferimento in Italia, ma ciò non significa che sia d’accordo con la decisione del PSG…in primis, pur con i suoi limiti, si tratta pur sempre di un difensore di livello, mentre adesso come alternative alla coppia titolare Alex-Thiago rimangono solo Marquinhos (grandissimo talento senza dubbio, ma ancora nessuna esperienza nel campionato francese) e Camara (che nel PSG del nuovo corso è rimasto più che altro per le sue doti di uomo spogliatoio, altrimenti sarebbe partito da tempo); e poi, cedendolo il PSG non ha perso solo un giocatore ancora giovane e dal grande potenziale, ma anche uno dei pochi giocatori cresciuti in casa che aveva in rosa, che a mio parere in una squadra sono importanti per un discorso di identità (al di là delle quote imposte dall’UEFA per la CL)…ad ogni modo, penso che su questo trasferimento abbia pesato moltissimo la volontà del giocatore, che da tempo viveva malissimo il fatto di non essere titolare.
    Riguardo alla tua domanda, concordo in toto con la tua analisi e purtroppo penso che il problema della mancata competitività europea del calcio francese non sia né estemporaneo né di facile soluzione, perché ha radici molto profonde. Innanzitutto credo che andrebbe completamente ripensato l’intero sistema, magari ispirandosi al modello tedesco…attualmente i club francesi già in partenza non sono nelle condizioni di poter allestire squadre competitive, visto che tutti – e dico tutti, eccetto PSG e Monaco che rappresentano chiaramente un’anomalia – anno dopo anno puntualmente devono fare salti mortali per riuscire a far quadrare il bilancio, e quindi per forza di cose sono costretti a vendere i migliori giocatori…e siccome non è ragionevolmente possibile che tutti i club professionistici francesi siano colpevoli di amministrazione scellerata, è evidente che ci sono parecchie cose che andrebbero riviste, dalla tassazione eccessiva fino ai criteri troppo rigidi imposti per l’iscrizione ai campionati da parte degli organi sportivi di controllo dei bilanci, assolutamente non in linea con gli standard degli altri campionati europei (solo in Francia difatti succede che ogni anno tre o quattro club vengano retrocessi nel campionato amatori o addirittura nelle divisioni regionali per ragioni amministrative), passando per la maniera folle con cui viene gestita la questione stadi (si crea il paradosso che un club si costruisce un nuovo stadio ipermoderno con l’intento di avere degli introiti sul lungo termine, ma che prima che questo possa avvenire – dato che questi stadi non sono di proprietà e che i club devono pagare affitti semplicemente mostruosi ai vari comuni – finisce col collassare perchè non ce la fa a sostenerne i costi, come è successo purtroppo al Le Mans, ad esempio, e come rischia di succedere ad altri club, vedi il Valenciennes che per “colpa” del suo nuovo stadio si è trovato nella condizione di dover vendere mezza squadra)…questi sono solo alcuni esempi, ma di punti da toccare ce ne sarebbero parecchi ed è un discorso troppo complesso per affrontarlo in poche righe. Poi è chiaro che a quest’aspetto di fondo si aggiunge il fatto che le varie società ci mettono ampiamente del loro (e in questo senso va purtroppo sottolineato che, se in alcuni ambiti come la formazione i club francesi sono certamente all’avanguardia, in altri ambiti si vede a volte una certa approssimazione)…ad esempio, se vogliamo prendere in considerazione alcune delle squadre da te nominate, è stata semplicemente suicida la mossa dell’OL di mettere fuori rosa Gomis perché si rifiuta di rinnovare, e quindi di affrontare il preliminare europeo senza di lui, tenendo conto che è stato ceduto Lisandro e che in rosa ci sono solo un pugno di ragazzini talentuosi come i vari Lacazette, Benzia, Fekir eccetera, che primo non hanno ovviamente la stessa esperienza internazionale e secondo non hanno nemmeno le caratteristiche del centravanti puro e la stessa presenza fisica di Gomis (chi può tenere palla là davanti? Chi fa salire la squadra? E via dicendo)…oppure il Nizza, che l’anno scorso aveva fatto un piccolo capolavoro con pochi soldi e quest’anno ha peccato di presunzione: sarebbe bastato poco per cercare di perpetuare il miracolo (provare appunto a fare come l’anno scorso, con qualche rinforzo mirato a costo zero o basso costo pescato con un po’ di fantasia, come era riuscito con Eysseric, Kolo, Cvitanich..), invece non solo la squadra non è stata rafforzata ma non si è nemmeno sostituito Civelli, una grossa perdita sia dal punto di vista tecnico che del carisma…e potrei continuare squadra per squadra ma è meglio che mi fermi qui 🙂 …sono d’accordo anche sul fatto che l’unica che probabilmente avrebbe potuto fare qualcosa di buono in Europa, l’OM, ha avuto la sfortuna di capitare in quel gruppo di ferro da cui difficilmente riuscirà a venir fuori…e comunque non penso che con la rosa che ha sarebbe attrezzata per reggere su entrambi i fronti, quindi probabilmente ad un certo punto farebbe una scelta (e qui andiamo su un problema culturale abbastanza diffuso nella mentalità calcistica francese, simile a quello che abbiamo in Italia). Comunque, tirando le somme, tutto questo è un peccato, perché l’avvento dei qatarioti e di Rybolovlev sarebbe stata l’occasione perfetta per dare una grossa spinta verso l’alto a tutto il movimento, e invece mi sembra che ci sia una totale stagnazione….mi sarebbe piaciuto darti una risposta un po’ più ottimistica, ma per il momento la vedo dura 😀

    Pubblicato da Isabella Rubens | 2 settembre 2013, 15:42
  5. Ma se la situazione degli stadi francesi è questa(e in effetti oltre al Le Mans mi viene in mente pure il Grenoble) allora di che diavolo parla Aulas a Lione?Sono anni ormai che non investe più perchè a suo dire devono risparmire per lo stadio,quindi bisogna fare sacrifici puntare sui giovani ma poi…ci sarà lo stadio nuovo e non si sa che benefici porterà.
    Già senza sapere ciò che tu hai detto ero scettco perchè se indebolisci la squadra allo stadio va meno gente(in questo vedo i francesi molto simili a noi italiani,si va allo stadio se si vince),poi se addirittura c’è tutto questo problema dei costi allora mi chiedo a che stia servendo fare questo impianto nuovo,tanto più che lo stade Gerland non è poi un cattivo impianto,magari poteva fare una piccola ristruttrazione di quello.
    Farsi lo stadio nuovo e poi sparire o finire come il Lille che quest’anno non gioca neppure l’EL,lo trovo assurdo.
    Discorso che estendo al Nizza che sta per inaugurare a giorni il suo.
    Serve? Che ci devono fare?
    Concordo poi sull’approccio alle competizioni europee,simile a quello di tanti club italiani,se in CL oggettivamente,stando così le cose,è durissima ed è difficile anche per il PSG(elo sarà per il Monaco) in EL in passato si sarebbe potuto fare molto di più,ma i club l’hanno sempre mollata fra febbraio e marzo al massimo per puntare ad un posto CL in campionato oppure e qui si sfiora il ridicolo…per un posto nella stessa EL!

    Pubblicato da AlphaX | 5 settembre 2013, 00:07

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